Vendola contro Salvini: “Italiani favorevoli utero in affitto”

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Nichi Vendola esulta per l’alleanza sulla pelle dei bambini tra sindaci del M5s e del PD.

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Non poteva essere altrimenti visto che anche lui ha, di fatto, acquistato un bambino con la disgustosa pratica legale in Canada dell’utero in affitto.

«Due anni fa ci fu un tale clamore politico-mediatico sulla nostra scelta che non ce la sentimmo di mettere in una situazione di imbarazzo un funzionario. Abbiamo optato per la richiesta d’ adozione e poiché l’ atto di nascita di mio figlio è già stato trascritto non potremmo chiedere una nuova trascrizione… Il vuoto normativo va colmato, vanno rimossi gli ostacoli che possono ledere i diritti dei bambini…». Lui – e ci scusiamo se usiamo il pronome scorretto – pensa ai diritti dei bambini. Lo ha sempre fatto:

Il problema è che l’utero in affitto altro non è che commercio di bambini. Ed è in Italia illegale. E se ci fossero magistrati seri, lo sarebbe anche all’estero: come il turismo sessuale.

Ma questo “no” al mercimonio dei figli, interpretato da Salvini e Meloni, secondo cui “l’utero in affitto è un reato universale”, scatena l’ira di Vendola.

«Alterano – accusa Vendola – il sentimento della maggior parte delle persone, rappresentano situazioni che spesso non corrispondono alla verità. Le famiglie arcobaleno sono una tra le possibili forme di realizzazione della genitorialità, rispetto a quella uomo-donna, da loro proposta, che risponde a una impostazione ideologica. Anche la scelta del termine “utero in affitto” è manipolatoria, la grava di un’ ipoteca morale pesante. Noi, come tutte le famiglie arcobaleno, non abbiamo “affittato un utero”, abbiamo costruito una relazione con delle donne che continuerà per tutta la vita, perciò quell’ espressione non rappresenta la nostra esperienza ed è profondamente offensiva».

Dicci, Vendola, quanto l’hai pagata, questa ‘esperienza’?

La realtà è che lo sfruttamento dei ricchi gay sulle donne, spesso povere o inadeguate intellettivamente, è lo sfruttamento moderno. E’ la ‘lotta di classe’ del nuovo millennio.




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