Pamela, nigeriani intercettati parlano delle sue ossa: “Difficile tagliarle, ma io esperto”

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Ancora intercettazioni effettuate nella cella del carcere di Ancona dove sono detenuti i due profughi che, insieme ad Oseghale, hanno ucciso e fatto a pezzi Pamela: Lucky Desmond e Awelima Lucky.

I due, parlando quasi esclusivamente in dialetto Igbo, che è di difficile comprensione perché prima e terza persona possono essere usate indifferentemente, parlano pensando di non essere intercettati.

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E parlano, i due, anche delle ossa di Pamela. A bassa voce, il 14 febbraio, Awelima chiede al connazionale “se l’osso/le ossa è/sono uscite”. E Desmond, in quella che potrebbe essere una confessione del suo ruolo di macellaio, risponde: “Non è stato facile.”. E l’altro: “Ma come l’hai tagliato?”. E Desmond: “E’ una cosa questa persona ha già fatto altre volte”. Una frase con la quale, secondo gli interpreti nominati dalla procura di Macerata, Desmond sta parlando di se in prima persona.




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