Profughi bivaccano al cimitero, cittadini esasperati

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Gruppi di circa dieci richiedenti asilo, dei cinquantacinque che da circa due anni sono ospiti in un centro gestito dalla famigerata Cooperativa piemontese “Verso Probo”, presieduta da un ex segretario del PD, bivaccano al cimitero di Samarate, Varese.

Raccontavano ieri mattina alcuni residenti: «Fanno schiamazzi anche nelle ore serali, lasciano sporca la zona che frequentano, buttano in giro sacchetti di plastica con le patatine e le bottiglie di plastica, a volte bevono anche birra». Morale della favola: «Ripetiamo non è una questione di razzismo ma chiediamo e vogliamo solo maggiori controlli e più sicurezza».

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Sono tutti terrorizzati dall’essere indicati come razzisti. Come se difendere la propria terra fosse razzista. Come se pretendere che gli africani stiano in Africa fosse razzista. E non l’ordine naturale delle cose.

«Sta per sopraggiungere la stagione estiva, non siamo sicuri di poter uscire, le nostre mogli sono molto timorose». Anche perché agli occhi e secondo il pensiero dei residenti i richiedenti asilo non sono eccessivamente controllati. Tanto che proprio mercoledì sera nella zona del cimitero i residenti, prima intorno alle 20 e poi prima delle 21, hanno chiamato il 112. Due pattuglie dei carabinieri di Busto Arsizio sono giunte sul posto. Hanno dialogato e parlato con i ragazzi. Che sono rientrati con calma nella loro residenza di via Ferrini intorno alle 21.30. Ma resta il disagio di una comunità che chiede soltanto che i problemi vengano affrontati. «Si sdraiano anche sulle panchine. Non è bello per il decoro urbano. La misura è colma. Chiediamo soltanto di avere maggiori controlli e poter vivere in tranquillità».




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