Lodi, Fontana stoppa l’ospedale ‘islamico’: mai

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“L’Asst di Lodi non ha mai acquistato materiali di origine equina per il reparto di Chirurgia plastica. I presidi o i materiali da utilizzare per le cure offerte nelle nostre strutture ospedaliere sono e saranno sempre scelti esclusivamente sulla base della loro idoneità ed efficacia per il paziente e non per le inclinazioni culturali o religiose di quest’ultimo. Quello proposto dal primario di Chirurgia plastica dell’ospedale Maggiore di Lodi è solo un progetto che non è stato approvato dalla direzione generale dell’Asst, né lo sarà proprio per questo motivo”. Lo ha scritto in una nota l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera. in relazione al progettato trattamento ad hoc riservato nell’ospedale di Lodi alle pazienti di fede islamica:

Lodi, l’ospedale: ‘Prassi pro-islam solo in un reparto’

“Preciso, inoltre – ha continuato il titolare regionale della Sanità – come mi ha confermato il direttore di Presidio della struttura ospedaliera, che per il reparto di chirurgia plastica non è prevista alcuna riorganizzazione che preveda la presenza di solo personale femminile. Una proposta che non sarà mai possibile soddisfare anche perché la componente femminile del personale medico e infermieristico presente in organico non sarebbe neppure in grado di garantire la copertura dei turni”.

“L’obiettivo della Regione Lombardia è quello di assicurare la migliore assistenza sanitaria a tutti i cittadini – ha concluso l’assessore – cercando di usare il massimo della sensibilità, scevra però di condizionamenti ideologici”.

Resta da capire se la prassi proposta dal primario fosse già, come denunciato, applicata al suo reparto fuori dalle regole.




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