L’Italia è sovrappopolata: non ci servono altri ‘abitanti’

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Oggi Istat ha diffuso i soliti dati ‘terrorizzanti’:

Istat: nel 2065 saremo ‘solo’ 54 milioni

Con i media di distrazione di massa che, per motivi facilmente comprensibili, parlano di un’Italia “spopolata”.

L’Italia conta 202 abitanti per chilometro quadrato. Per fare un raffronto, l’Africa conta circa 1,1 miliardi di abitanti con una densità di 33 abitanti per chilometro quadrato.

Se escludiamo la parte di territorio non abitabile, come deserti per l’Africa e le montagne per la nostra penisola, il rapporto cresce: l’Italia ha, in proporzione, più montagne di quanto deserto ci sia nel continente africano.

densita

Ergo, l’Italia è ‘a corto di territorio’. L’Africa, in paragone, è disabitata. E il territorio lo stiamo consumando cementificando. La crescita demografica nell’ultimo secolo ha consumato territorio, siamo passati da 38 milioni di abitanti nel 1921, ai quasi sessanta di oggi. Il calo demografico non sarebbe un problema, anzi, ci permetterebbe di recuperare territorio, liberarlo dal cemento.

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Invece, per l’interesse dei palazzinari e degli sfruttatori di manodopera low-cost, che sono poi i finanziatori dei partiti come il PD, ma anche dei partiti di centrodestra, ci viene detto che “abbiamo bisogno di immigrati per ripopolare l’Italia”. In realtà servono neuroni per ripopolare le teste di politici, giornalisti che scrivono a gettone e altri dementi assortiti.

Non si può chiamare in altro modo chi chiede nuovi abitanti in un territorio sovrappopolato che significa meno territorio pro-capite e più cemento. Meno risorse già oggi scarse come l’acqua e più inquinamento. Non si puà essere ambientalisti e favorevoli all’immigrazione. Come non si può essere animalisti e favorevoli alle moschee.




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