Immigrati in nero consegnavano volantini controllati con Gps

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Lavoratori in nero tenuti sotto controllo con il Gps. Lo schiavismo 2.0

Lo ha scoperto la Guardia di Finanza di Bolzano che ha portato alla luce il caso di una quarantina di immigrati, soprattutto pachistani, indiani e algerini, impegnati nell’essenziale consegna porta a porta di volantini pubblicitari tra il Trentino Alto Adige, il Veneto e la Lombardia.

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Come faremmo senza i migranti che consegnano volantini porta a porta? Chi farebbe questo imprescindibile lavoro?

Sette gli affaristi denunciati. Dalle indagini è emerso che i lavoratori prestavano la loro opera sotto continua sorveglianza, appunto anche attraverso il Gps, per più di 15 ore al giorno, sei giorni alla settimana, per 500/700 euro al mese.

E’ grazie alla presenza di questi immigrati che il mondo del lavoro si sta precarizzando. Vogliono costringere gli italiani a lavorare per 15 ore al giorno in cambio di 500 euro.

E venivano portati sui posti di lavoro con furgoni fatiscenti. Tramite un sistema ad hoc di ditte individuali e società riconducibili alle stesse persone, con base a Rosà in provincia di Vicenza, è stato messo in piedi un giro di mano d’opera completamente in nero. I lavoratori vivevano in condizioni igienico-sanitarie precarie.

Questa è l’immigrazione. Una calamità per i lavoratori italiani che vengono espulsi da interi settori. La consegna di volantini, come altri lavoretti di questo tipo, era uno dei lavori fatti da studenti per arrotondare. Ora ci sono ‘loro’.




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