Il figlio di 10 anni non è convocato, immigrato pesta allenatore

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Botte all’allenatore che non ha convocato il figlio di 10 anni per il torneo. E’ accaduto la mattina del primo maggio allo stadio di Levane, teatro dell’ottava edizione del «Leone Bianco Verde», manifestazione riservata ai Pulcini del 2008.

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Vittima l’allenatore dell’Asd Atletico Leona, picchiatore il solito albanese, residente a Bucine, che aveva saputo la sera prima che il bambino non figurava nella lista dei prescelti.

Così è scattato il pestaggio dell’allenatore Alessandro Sani.

«E’ sceso da un’auto – racconta una donna che ha assistito alla scena – ed è entrato dal cancello principale. Ha subito raggiunto il nostro direttore generale che era già sul terreno di gioco. Gesticolava e parlava ad alta voce tanto che mi sono avvicinata per capire cosa stesse accadendo. Era molto agitato e forse aveva bevuto. Sembrava essersi calmato, ma appena ha visto arrivare l’allenatore gli è andato incontro e ha continuato nel suo atteggiamento minaccioso. Alessandro non ha reagito, ha cercato di spiegare i motivi della scelta e si è diretto verso gli spogliatoi. Lui è riuscito a introdursi nell’area per i tesserati e lì è passato all’azione».

Due cazzotti hanno colpito Sani alle tempie, rimasto a terra privo di sensi: «E’ intervenuto mio figlio – riprende la testimone – e pure lui ha rimediato un pugno a una spalla. Che dire? Ho avuto paura. Per fortuna siamo riusciti ad evitare che assistessero al fatto i bambini, oltre un centinaio, delle varie formazioni. Li abbiamo fermati all’ingresso, spiegando che qualcuno si era sentito male e c’era bisogno di un’ambulanza».

L’immigrato rischia adesso il Daspo della questura (cioè l’esclusione dai campi di calcio) e la denuncia penale.

Dipenderà dall’allenatore e dalla società calcistica coinvolta.




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