Bilancio Ue, più tasse per mantenere immigrati

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La proposta del nuovo bilancio Ue “ammonta a importo globale di 1.279 miliardi di euro”, con “contributi addizionali limitati ma necessari per finanziare le nuove priorità”, che portano la cifra all’1,11% del pil dei Paesi Ue, “una proposta ragionevole e responsabile”: ha detto il presidente della Commissione Ue, il noto bevitore Jean Claude Juncker presentando il progetto di bilancio Ue post 2020.

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Il nuovo bilancio Ue per il 2012-2017, il primo post Brexit, prevede tagli di circa il 5% ai fondi Ue di coesione e alla Pac, la politica agricola comune, ma vede più che raddoppiate o quasi le risorse per migranti (2,6 volte in più rispetto ai fondi ora disponibili), Erasmus e giovani (2,2 volte), sicurezza (1,8 volte), digitale e ricerca (1,6 volte). Si tratta di un aumento totale di risorse in questi settori pari a 109 miliardi di euro.

Insomma, altre tasse per finanziare gli immigrati e i giovani turisti orgasmus. Che sono poi due progetti col medesimo obiettivo, anche se il secondo è di più difficile comprensione ai più. Si vuole creare attraverso il movimento degli studenti da un Paese all’altro una gioventù ‘europea’: è un sistema moderno degli spostamenti di popolazione staliniani che volevano creare il cittadino ‘sovietico’ e sostituirlo alle varie nazionalità.

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La differenza tra i totalitarismi passati e quelli attuali è che oggi non ti obbligano, ti fanno credere di essere libero. Quindi perdi la capacità di opporti. Se ti costringessero a trasferirti a Cardiff, protesteresti, ma fanno in modo che tu lo faccia ‘volontariamente’. Senza renderti conto. Sia chiaro: non siamo contro i viaggi e gli spostamenti per studio o lavoro, siamo contro l’obiettivo che si nasconde dietro il progetto. Eliminare le nazioni, attraverso l’indebolimento etnico delle proprie popolazioni giovani con immigrazione e ‘spostamenti’.

Nel caso dell’Erasmus, quello che può essere buono per il singolo individuo, è il male per la collettività. Anche se i vari singoli individui non se ne rendono conto.




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