Esposto anti-profughi: “Diventati un rione africano: comparse blatte mai viste prima”

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«Alcuni turisti non sono più tornati, altri ci chiedono una stanza senza vista profughi, insomma lamentele continue. Il problema degli immigrati non riguarda solo Rimini Sud. A Viserba abbiamo un vero rione africano».

Lo denunciano in un esposto i residenti del ‘quadrilatero profughi’, quello compreso tra lungomare Dati, e le vie Piacenza, Milano, Mazzini, Napoli e Comacchio. «Siamo alla vigilia dell’estate e rispetto a un anno fa non è cambiato niente – attacca Sergio Guidi, titolare dell’hotel Aurora –.

A Viserba ci sono tre strutture ricettive, Corallo, Maxime e Tre Sirene, che accolgono richiedenti asilo, oltre un centinaio di persone in piena zona turistica. Ho clienti della dependance che mi hanno detto che torneranno solo se spariranno i profughi. Non per razzismo, ma per evitare situazioni imbarazzanti».

Descritte con dovizia di particolari nelle otto pagine del documento. Che parla di «forte degrado e squallore del territorio: comparsa di immondizia profusa, balconi pieni di oggetti accatastati, abiti e vettovaglie, cataste di bici buttate, rifiuti lanciati dalle finestre in strada o nelle proprietà adiacenti, abiti laceri lanciati sui tetti vicini».

Si lamenta «un progressivo senso di insicurezza e disagio, specie delle donne residenti: a ogni ora del giorno e della notte frotte di africani rivolgono alle passanti sole apprezzamenti volgari, ammiccamenti, inviti, commenti».

«Molte vengono importunate quando escono a stendere la biancheria nei balconi». Si parla di «bivacchi quotidiani per strada di persone nullafacenti che schiamazzano tra loro o al telefonino». Si citano, con nomi e cognomi, casi di vicini dei profughi «costretti a tenere le finestre chiuse e l’aria condizionata accesa tutto il giorno».

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Si cita la «comparsa di blatte e altri insetti striscianti mai visti». «I residenti del rione africano pagano le tasse come tutti gli altri». Parlano di danno patrimoniale: «Chi comprerebbe i nostri immobili oggi?». Chiedono «un intervento rapido delle autorità competenti entro l’estate 2018», e chiedono la chiusura immediata delle attività citate con trasferimento dei profughi in strutture «più idonee allo scopo».




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