Nasce in Italia il primo villaggio islamico: Allah e speculazione

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«Al già elevato numero di musulmani residenti, vogliamo ora aggiungere un centro islamico a Veggia?». Chiedeva il parroco di Veggia, Reggio Emilia, don Carlo Taglini, in una lettera aperta a cittadini e amministratori locali:

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E aveva ragione.

Non sarà infatti solo una moschea, non sarà solo un centro culturale. Nelle intenzioni degli islamici di Sassuolo – almeno 400 invasori che ogni venerdì frequentano la moschea abusiva – l’area da 2.000 metri quadrati dell’ex macello di Veggia, frazione di poche anime di Casalgrande, sarà addirittura trasformata nel primo villaggio islamico in Italia. Ufficialmente aperto anche ai cristiani. Ufficialmente.

Una vera e propria speculazione islamica: una serie di attività da mettere a reddito, vuoi attraverso l’affitto di sale di rappresentanza o della palestra ma soprattutto con una quota di appartamenti da locare. «Perché – per dirla con le parole di Hicham Ouchim, marocchino, in Italia dal 1990, operaio programmatore, referente della comunità islamica di Sassuolo e Veggia – l’investimento è importante ed è necessario prevedere funzioni che ci garantiscano la sostenibilità economica». Come Pallotta a Roma: invece dello stadio, la moschea come speculazione edilizia.

Il progetto esiste già. «Per redigerlo – spiega Ouchim – ci siamo affidati a uno studio islamico di architettura di Milano (studio Sao di Alia Himmat, ndr) e sul territorio ci appoggiamo a un geometra».

Insomma, l’Italia come la Bosnia:

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Top secret, per ora, dettagli progettuali e immagini anche se la comunità islamica ha intenzione, a tempo debito, di rendere pubblico l’intervento. Che è stato presentato durante una serata «organizzata appositamente per condividere con la comunità locale le nostre intenzioni» dice Ouchim, ad alcune associazioni tra cui la famigerata Carita$ e molte parrocchie (anche quella di don Carlo Taglini che ha poi diffuso una lettera tra i fedeli dicendosi nettamente contrario alla realizzazione) e ai rappresentanti del Comune che però non hanno ricevuto documentazione ufficiale.

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«Abbiamo chiesto l’aiuto – continua Ouchim– dei credenti reggiani ma ci siamo rivolti a tutti i musulmani italiani. Siamo riusciti a raccogliere somme considerevoli ma ci mancano ancora tanti soldi». D’altronde la comunità islamica reggiana è in crescita e il centro polivalente progettato a Veggia non è destinato a un’utenza solo locale.

«Ci servono spazi adeguati – minaccia Ouchim – per potere continuare l’opera».

Non passerete.




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