Oggi, 5 anni fa, il primo ministro clandestino

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Successore del tristemente noto Andrea Riccardi, il nuovo ministro della “Integrazione”, è un’africana nata in Congo, si chiama Cecile Kyenge ed è del Pd.

Scrivemmo così, sintetici, cinque anni fa, quando il secondo governo abusivo sfregiò per sempre la Repubblica nominando una straniera, giunta in Italia come clandestina, ministro del governo italiano. Un gesto osceno, offensivo, drammatico. Un gesto che aveva ed ha un solo significato: vi stiamo sostituendo.

Da ministro ha, fortunatamente, solo parlato. Tranne quando fece liberare un clandestino come lei, delinquente, che da allora non ha smesso di commettere reati, anche gravissimi, come il tentato omicidio.

Lo scriviamo mentre prende forma la possibilità di un nuovo governo abusivo. Stavolta con la complicità del M5s. Che già fece un favore alla Kyenge votando a favore dell’abrogazione del reato di clandestinità e che domani, chissà, potrebbe averla come compagna di governo.




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