Pamela, traduttrice scomparsa: dopo frasi che svelano legami con mafia nigeriana

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Pamela, traduttrice sconvolta da intercettazioni fugge

Ora secondo fonti attendibili l’interprete individuata subito dopo il fermo di Innocent Oseghale dalla Procura della Repubblica di Macerata è scomparsa. La ragazza era stata contattata dagli inquirenti per superare le difficoltà linguistiche del principale indiziato dell’omicidio di Pamela e mettere così gli investigatori nelle condizioni di lavorare al meglio.

Stando a quanto emerso, la ragazza ha lasciato su un tavolo la traduzione delle dichiarazioni rese e poi non ha più voluto collaborare. Rendendosi anche irreperibile.

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E delle difficoltà a reperire altri interpreti ha parlato anche ieri il Procuratore della Repubblica, Giovanni Giorgio, nel corso della conferenza stampa tenuta a Macerata: “Non é facile trovare questo tipo di disponibilità – ha spiegato – perché c’é forte il timore di eventuali rappresaglie o vendette nei paesi di origine, magari a danno di parenti o familiari. E come inquirenti ci troviamo ad affrontare una difficoltà oggettiva, anche perché da un punto di vista normativo non possiamo garantire l’anonimato agli interpreti, di cui, anzi, devono sempre essere indicate le generalità. A questo dobbiamo aggiungere che i compensi per questo tipo di servizio sono veramente bassi e, quindi, viene meno anche una appetibilità meramente economica”.

Insomma: i nigeriani non vogliono collaborare. Sia perché hanno paura della loro mafia, sia perché sono estranei alla nostra società. A loro, di Pamela, non frega nulla.




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