Milano, condomini assumono guardie private per difendersi dai migranti

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Benvenuti nella società multietnica, dove il portinaio non basta più, serve la milizia di condominio. A Milano, mentre il Comune spende i soldi dei contribuenti per il pic-nic degli immigrati, i condomini di molte zone sono costretti ad una tassa da 50 euro a testa per proteggersi, visto che lo Stato usa le nostre tasse non per proteggerci ma per importare manovalanza criminale.

«Non ci sostituiamo alla polizia spiega Davide, addetto della Security Executive Service di Solaro davanti a un civico di via Gaffurio anzi per loro siamo un riferimento in più sul territorio e poi, unendo i servizi, i condomini risparmiano».

La zona prima era definita dagli abitanti «tipo i quartieri degradati come Scampia», con l’arrivo delle guardie di condominio c’è stata una netta inversione di tendenza anche se ancora non basta. Il problema sicurezza è molto sentito, tanto che anche la televisione ci si è dedicata spingendo la polizia a mostrarsi in forze. La Polizia locale, fanno sapere da Palazzo Marino, sta procedendo con le indagini sull’esempio delle altre forze dell’ordine che cercano di far sentire il proprio peso. Intanto però i milanesi non sono rimasti con le mani in mano: associazioni e comitati si stanno muovendo per fare fronte comune e aumentare la pressione su istituzioni e delinquenti. Da una parte, si preparano per un mercatino dei bambini il 6 maggio e un cleaning day il 13 nei giardinetti all’altezza di via Scarlatti per occupare pacificamente un’area verde che sentono di non poter più vivere serenamente. Dall’altra, arruolano guardie privare e si organizzano per chiedere indietro un milione di euro al Comune: sono i soldi versati da chi ha comprato anni addietro i box sotterranei della zona nord di Benedetto Marcello. Dovevano servire a riqualificare la parte oggi utilizzata per il mercato settimanale, ma i lavori non sono mai partiti per la ferma opposizione delle potenti associazioni di commercianti. Dopo anni di attesa l’unico effetto è che si è creato un parcheggio abusivo in cui spadroneggiano i posteggiatori abusivi, per questo in una delle ultime riunioni di abitanti della zona si è deciso di procedere in questa direzione.

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Colpa anche di alcuni funzionari comunali a sentire Cristian Tosi, dell’associazione vitruviani: «Quando c’era l’assessore alla Sicurezza precedente racconta ho provato a spiegare i problemi che viviamo a un suo collaboratore, ma mi ha risposto che sapeva che ero stato mandato dai miei amici leghisti: ci sono rimasto così male che gli ho anche scritto una mail per lamentarmi dell’accaduto». Gli abitanti della zona non si danno per vinti: hanno una lista di interventi pratici da sottoporre a chi vorrà ascoltarli e già hanno avuto il sostegno del Consiglio di municipio. Le votazioni a favore di una maggiore attenzione sulla zona però sono rimasti lettera morta, forse anche per la sostanziale mancanza di poteri attribuita ai municipi. Intanto resta la questione sistemica: il presidio del piazzale della Stazione Centrale ha di fatto spostato nelle vie vicine il problema della micro criminalità. «Chiediamo al comune di intervenire non solo quando i programmi satirici mandano in onda un servizio tv, i cittadini hanno diritto a vivere serenamente la loro zona e non dovrebbero essere costretti ad assumere guardie private – afferma Rita Cosenza, capogruppo della Lega nel Municipio 3 – se il Comune ha deciso di piegarsi all’illegalità almeno restituisca il milione di euro sparito che doveva servire a riqualificare la via».




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