Figlio ucciso da immigrato, la mamma si indebita per spese legali: “Tutelano solo gli assassini”

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I familiari di Carlo Macro, il 33enne italiano ucciso nel 2014 a Trastevere da un immigrato indiano, hanno avviato una raccolta fondi perché non riescono più a sostenere le spese legali del processo:

Ragazzo romano ucciso da migrante di Sant’Egidio: la famiglia si indebita per pagare legali

Joseph White Clifford, il killer di Carlo, sta scontando una ridicola pena di 14 anni. Per averlo ucciso con un cacciavite piantato nel petto la notte del 17 febbraio 2014: anche in secondo grado vennero rigettati i futili motivi che avrebbero aumentato la pena di un terzo. Solo 14 anni per avere ucciso un ragazzo italiano. E devi anche pagare per ottenere questa non giustizia.

La notte dell’omicidio, il 60enne indiano scese dalla sua casa-roulotte di via Garibaldi, uno dei tanti camper disseminati in città dalla comunità di Sant’Egidio per l’accoglienza degli immigrati. In pochi istanti stroncò la vita del giovane, perforandogli il torace con un cacciavite di 30 centimetri. Diverse volte.

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La mamma in occasione della fiaccolata per Pamela, in cui sono state ricordate anche molte altre vittime dell’immigrazione come Carlo Macro, ha attaccato il governo: “Mentre gli assassini vengono assistiti, i familiari delle vittime vengono completamente abbandonati al loro destino. Devono sostenere le spese dei processi costosissime e lo Stato se ne infischia completamente. Anche le vittime possono aver bisogno dello psicologo, cosa che agli assassini danno gratis. Noi chiediamo che lo Stato si faccia carico anche del nostro sostegno psicologico”.

“Quell’indiano non doveva stare in Italia – ha detto – ma vi è rimasto per delinquere. Gli sono stati dati 14 anni di reclusione come se non fosse morto nessuno e, di fatto, diventeranno 6-7 anni e ce lo ritroveremo in strada a delinquere. Questa non è giustizia, è una presa in giro”.

Dovevano chiedere il risarcimento a quei fottuti importatori di criminali di Sant’Egidio. Che oggi stanno importando gli assassini di domani con i famigerati corridoi umanitari.




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