Chi è il giudice inglese che tiene ‘ostaggio’ Alfie Evans

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Il giudice inglese che sta decidendo sulla vita e la morte di Alfie Evans è co-autore di un “groundbreaking” (“innovativo”, “rivoluzionario”) manuale di diritto per le cosiddette coppie omosessuali, che in copertina ha due uomini (uno è abbronzato) ed uno – sfortunato – bambino biondo.

 

Nella prefazione Hayden ha scritto un pistolotto sulla “società che rispetta la diversità” et cetera.

Non solo. Il giudice è iper-garantista e comprensivo con i terroristi islamici.

Come si conviene ad ogni alfiere del politically correct:

http://www.dailymail.co.uk/news/article-3118879/British-teenagers-try-join-ISIS-tried-specialist-courts-vulnerable-people-says-judge.html

Secondo lui i giovani “britannici” (= musulmani di etnia araba o pakistana con passaporto inglese) che si sono arruolati nell’ISIS (o che aspirano a farlo) avrebbero subito un “lavaggio del cervello” e dovrebbero essere considerati persone “vulnerabili” e bisognose di cure.

Il suo “programma” potrebbe essere riassunto così:

1)Facciamo morire di stenti, senza acqua nè ossigeno, i bambini malati…

2)Affidiamo quelli sani a coppie di gay, preferibilmente a quelle dove almeno uno dei due non è bianco…

3)Diamo un affettuoso buffetto sulla guancia ai tagliagole dell’ISIS dicendo loro “Poverini… non è colpa vostra, vi hanno plagiato”.

In che mani è finita la “giustizia” britannica.

Mala tempora currunt.

Per concludere una breve considerazione di natura giuridica…

La detenzione illegale di Alfie Evans (e prima di lui quelle di Charlie Gard e di Isaiah Haastrup), un vero e proprio sequestro di persona, sancisce la morte del principio dell’inviolabilità personale garantito fin dai tempi dall’Habeas Corpus Act (1679), pietra miliare del diritto occidentale.

http://www.treccani.it/enciclopedia/habeas-corpus

Se Alfie si fosse chiamato Abdul e fosse stato il figlio di un imam, i musulmani avrebbero protestato in modo assai meno pacifico dei sostenitori di Alfie.
Al terzo giorno di tumulti, auto bruciate, sassaiole contro l’ospedale e minacce di morte ai medici i vigliacchi giudici britannici si sarebbero spaventati e gli avrebbero concesso di andare a curarsi altrove, magari in una clinica in Qatar o Arabia Saudita.

M.L

Intanto, ripristinata dopo 36 ore l’alimentazione assistita al piccolo nell’ospedale Alder Hey di Liverpool.

Alfie, contro le previsioni dei medici, è entrato secondo nel giorno di vita dopo il distacco della ventilazione meccanica. Lo ha detto il papà.

“Alfie – ha aggiunto – resiste ancora bene come può. Sta lottando e continua a non soffrire, non ha apnee né dà segno di provare dolore”.




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