Pamela, intercettazioni choc sui nigeriani: “Oseghale doveva mangiarla’’

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«Questa è una cosa da bambini, abbiamo già fatto cose terribili. Oseghale avrebbe dovuto far sparire il cadavere tagliandone una parte a pezzettini da gettare nel gabinetto, e mangiando nel tempo il restante, dopo averlo congelato».

È uno stralcio delle orripilanti intercettazioni fatte in carcere, nella cella dove sono detenuti Lucky Desmond e Awelima Lucky, due dei profughi arrestati – insieme Innocent Oseghale – per l’omicidio di Pamela.

Le parole, che aprono uno scenario ben diverso su quanto avvenuto alla povera Pamela, vengono citate dal giudice Giovanni Manzoni nell’ordinanza con cui impone ai tre un’altra misura cautelare, sempre in carcere, per l’accusa di spaccio.

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Tra l’altro, Desmond ammetterebbe anche di aver dato a Innocent Oseghale l’eroina, richiesta da Pamela, e poi Oseghale avrebbe fatto il suo nome con i carabinieri perché arrabbiato con lui: «Noi stiamo cercando sempre più soldi, perché vogliamo essere più ricchi». Desmond si vanta anche di aver fatto parte di una organizzazione criminale in Nigeria, e di non essere mai stato arrestato in Italia: se non ci fosse stato il caso di Pamela non lo avrebbero mai preso.

Poi ci sono le indagini condotte dalla Finanza: è emerso che Oseghale ha movimentato con numerose carte postepay 26.776 euro, mandandoli in parte in Nigeria, e Desmond fino al novembre 2017 aveva mandato 1.371 euro in Austria e a Fermo, pur non avendo mai lavorato in Italia.

Intanto vivevano in hotel. A spese nostre. E spacciavano. Programmando di fare a pezzi e mangiare ragazzine italiane.




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