Il profugo spacciatore ha la cataratta, magistrato revoca l’espulsione

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Nuova delirante decisione della magistratura. Dopo essere stato arrestato dai carabinieri del capoluogo ligure per spaccio di droga, un cittadino del Gambia richiedente asilo si è visto revocare le misure di accoglienza dal prefetto. Tutto normale, direte voi. E invece no, perché lui ha fatto ricorso al Tar a spese dei contribuenti e vinto, ottenendo l’annullamento del provvedimento.

Il Tar ha anche condannato il ministero dell’Interno (i contribuenti) al pagamento delle spese di giudizio.

Il motivo della sentenza è uno dei più bizzarri mai letti. Il profugo ha infatti spiegato al Tar di «trovarsi in condizione di vulnerabilità in quanto affetto da cataratta bilaterale, già operato a un occhio e in attesa di un secondo intervento chirurgico già programmato». Così il ricorso è stato accolto.

Vengono qui a spacciare e a farsi operare a spese nostre. Passando davanti ai malati italiani.

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Nella sentenza si legge che «la revoca delle misure di accoglienza non contiene la necessaria valutazione circa la condizione di vulnerabilità rappresentata dall’interessato, con riguardo alla gravità della malattia e al bilanciamento con il contrapposto interesse alla tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica. Il provvedimento impugnato va annullato, salvi gli ulteriori provvedimenti dell’amministrazione all’esito di una compiuta rivalutazione della situazione».

La giustizia è cieca. Viviamo in una realtà rovesciata.




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