Maggioranza islamici ‘francesi’ a favore delle stragi

Condividi!

E se la sociologia non avesse capito niente? E se, privilegiando l’ipotesi di discriminazione, disagio economico e abbandono sociale di cui sarebbero state vittime gli immigrati francesi, la sociologia avesse trascurato i veri grandi fattori, culturali o religiosi, ben più importanti per spiegare la tendenza di tanti giovani francesi alla violenza e al radicalismo islamico? E’ l’ipotesi da cui parte La tentation radical dei ricercatori Anne Muxel e Olivier Galland. Il libro è il risultato di un sondaggio condotto su settemila studenti delle scuole superiori. E i risultati sono scioccanti.

Un terzo dei giovani intervistati ritiene che sia normale “partecipare a un’azione violenta
per difendere le proprie idee”. Quasi un terzo non si è sentito coinvolto dal minuto di silenzio in omaggio alle vittime di Charlie Hebdo.

Condotto nell’arco di tre anni in ventitré scuole superiori di Lille, Créteil, Aix-Marseille e Digione, questo studio ambizioso sui giovani tra i 15 e i 17 anni non ci parla del passaggio all’azione di una piccola minoranza che cade nel terrorismo, ma piuttosto di uno stato mentale più generale che governa un pezzo di Francia.

I due ricercatori intendono violare un tabù. Si recano nelle scuole popolari delle “aree urbane sensibili” (Zus) dove i musulmani sono già oggi la maggioranza.

“Il radicalismo religioso non sembra essere principalmente figlio dell’esclusione socio-economica e le sue radici specificamente religiose sembrano forti” concludono gli autori.

Il 20 per cento dei musulmani dichiara “accettabile in alcuni casi nella società di oggi combattere con le armi in pugno per la propria religione”. Un quarto degli studenti interpellati non condanna gli attacchi contro Charlie Hebdo e il Bataclan, mentre l’80 per cento ritiene che non si deve fare satira sulle religioni.

Tolosa brucia per la 4° notte consecutiva di violenze islamiche: in fiamme 100 auto

Il cocktail più esplosivo è formato da studenti delle scuole superiori tolleranti nei confronti della violenza e radicali nella propria visione religiosa: tra questi, il 70 per cento non condanna gli attacchi a Charlie Hebdo e all’Hyper Cacher. Estratti del sondaggio pubblicato dal Monde riportano testimonianze di chi crede che i giornalisti di Charlie “se la sono cercata”.

VERIFICA LA NOTIZIA

Il mese scorso, un sondaggio della St. Mary University di Londra aveva mostrato come i giovani europei stessero marciando spediti verso una “società post-cristiana”. I cattolici praticanti sono il due per cento in Belgio, il tre in Ungheria e Austria, il cinque in Lituania e il sei in Germania. Molti giovani “dopo il battesimo non hanno più varcato la porta di un edificio di culto”. I musulmani francesi hanno preso la strada opposta. Osserva Olivier Galland: “I musulmani tornano con forza alla pratica religiosa, in contrasto con il movimento di forte secolarizzazione di altri giovani”.

Quindi abbiamo una società europea che si sta femminilizzando e, nel contempo, stiamo facendo entrare una popolazione aggressiva. Auguri.




Lascia un commento