Giudice restituisce soldi dello spaccio a immigrati

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Colpo di scena durante la direttissima in tribunale a Prato contro tre ventenni marocchini trovati in uno stabile abbandonato con diversi grammi di droga. Il giudice non ha convalidato l’arresto, dando ragione alla difesa e ritenendo illegittima la perquisizione dei carabinieri. I tre, peraltro irregolari sul territorio, sono stati rilasciati. Ma andiamo con ordine. Il blitz dei carabinieri è avvenuto in uno stabile abbandonato nella zona artigianale di Candeli, a Poggio a Caiano. Qui i residenti avevano più volte segnalato alle forze dell’ordine un via vai di giovani nord-africani. Venerdì è scattato il controllo dei carabinieri di Poggio a Caiano, coadiuvati da personale della Compagnia di Prato e da Batman, il cane antidroga del Nucleo cinofili di Firenze.

I carabinieri davanti alla caserma di…
I carabinieri davanti alla caserma di Poggio a Caiano
Al momento dell’accesso all’interno del fabbricato, i carabinieri hanno trovato a dormire tre ventenni, di nazionalità marocchina, tutti pregiudicati e tutti irregolari sul territorio nazionale. I giovani occupavano lo stabile con letti improvvisati e vi custodivano i propri effetti personali. I tre sono stati sorpresi dai carabinieri mentre dormivano. Nel corso della perquisizione personale e dei locali. sono stati trovati e sequestrati 850 euro in contanti, bilancini di precisione e materiale vario per il confezionamento delle dosi.
Grazie al fiuto del cane Batman, in diversi anfratti della struttura fatiscente sono stati trovati altri 75 grammi di hashish e 26 grammi di cocaina in parte già suddivisa in dosi. I tre ventenni sono stati arrestati per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti e denunciati per invasione di edifici ed ingresso e soggiorno illegale nel territorio nazionale.

Ma veniamo alla seconda parte, quella del processo che si è svolto questa mattina, sabato 21, davanti al gip Daniela Migliorati. La pm Laura Canovai aveva già presentato al giudice una richiesta che mitigava la misura cautelare in carcere, cioè il divieto di dimora nella provincia di Prato per i tre marocchini. I difensori Antonio Bertei e Maria Di Rocco hanno chiesto invece contestato l’arresto, ritenendo illegittima la perquisizione, in quanto non c’erano i presupposti: la segnalazione ai carabinieri era arrivata da fonti anonime e mancava ua denuncia formalizzata. Il giudice ha dato loro ragione, rimettendo in libertà i tre ventenni.

“Tre marocchini pregiudicati e clandestini sono stati sorpresi a spacciare in un edificio occupato abusivamente. Per me dovevano finire in galera in Marocco e non rimettere più piede in Italia. Il Tribunale di Prato invece li ha rilasciati restituendo loro persino i proventi dello spaccio che erano stati sequestrati. I tre ringraziano e torneranno così a spacciare. Troppe volte a Prato il Tribunale si è mostrato più indulgente di altri nei confronti di questi criminali: alla Camera dei Deputati presenterò un’interrogazione al Ministro della Giustizia per fare chiarezza”.

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E’ quanto denuncia il parlamentare di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, commentando l’arresto avvenuto stamani all’interno di un edificio nell’area industriale “Candeli” e la decisione del giudice che non ha convalidato l’arresto.




Un pensiero su “Giudice restituisce soldi dello spaccio a immigrati”

  1. Ma non solo bisogna Denunciare questi bastardi Giudici PM per favoreggiamento all illegalità, anzi diro di puù questi bastardi giudici devono essere ammazzatiinsieme a i loro complici marocchini. Come si fà a restare calmi in conseguenza di queste azioni criminali da parte di chi dovrebbe difendere la Legalità, bisogna AMMAZZARE questi vermi

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