Milioni di euro per dare lavoro ai disoccupati del Sud: ma solo se immigrati

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Sono 10 i progetti selezionati dalla Fondazione CON IL SUD attraverso la seconda edizione del “Bando Immigrazione”, promosso nei mesi scorsi per favorire l’inclusione lavorativa degli immigrati presenti nelle regioni meridionali (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia).

Pensate, ieri abbiamo saputo che al Sud si muore di cancro con un incidenza diverse volte superiore al Nord, proprio per la mancanza di prevenzione. Che è legata all’alta disoccupazione. E questi che fanno?

Spendono 3,5 milioni di euro (una media di 350 mila euro a progetto) , coinvolgendo 109 organizzazioni tra a$$ociazioni, cooperative $ociali, consorzi, enti pubblici ed eccle$iastici per dare lavoro agli immigrati.

Oltre 1.000 immigrati parteciperanno ad attività di orientamento al lavoro. Molti avranno l’opportunità di svolgere tirocini formativi in azienda.

Con la prima edizione dell’Iniziativa Immigrazione, promossa nel 2014, la Fondazione CON IL SUD ha sostenuto 13 progetti assegnando complessivamente 3,7 milioni di euro. Siamo a quasi 20 milioni di euro in 5 anni. Osceno.

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I progetti in Puglia – In provincia di Lecce sarà avviato “Food Truck” (promosso dall’Associazione Culturale Agenzia Formativa Ulisse, contributo della Fondazione: 285 mila euro), per favorire l’inserimento lavorativo degli immigrati nel settore dello street food. 18 immigrati seguiranno un corso professionalizzante per operatore di cucina e, alcuni di loro, saranno coinvolti nella costituzione di una cooperativa sociale specializzata in street food attraverso l’utilizzo di due food truck, per vendere i prodotti nelle regioni del sud Italia in occasione di fiere, eventi e manifestazioni. Particolare attenzione nella creazione dei menu verrà riservata alla creazione dei menù e alla valorizzazione dei prodotti locali per ricreare i sapori delle terre di provenienza degli immigrati.

Si prevede inoltre di attivare un laboratorio per l’inserimento socio-lavorativo di donne già accolte in strutture residenziali territoriali, attraverso l’ethnic food e la ristorazione domiciliare (sono previsti 15 tirocini formativi).




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