Roma: agenti circondano Pigneto a caccia di abusivi

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Questa mattina blitz al Pigneto, quartiere multietnico di Roma infestato di immigrati, già scenario di controlli antiabusivimo della Polizia Locale.

Sul posto, oltre ai Vigili, il reparto Mobile della Polizia di Stato con agenti antisommossa. Gli agenti hanno stretto la zona in un cordone, militarizzando il quartiere per permettere le operazioni.

Come se agissero in territorio straniero. Ed è così.

Il blitz puntava alla cosiddetta comunità senegalese, che proprio in via Campobasso ha la base dello spaccio e dell’abusivismo commerciale.

Il giornale locale, senza neanche un velo di ironia, definisce la “comunità senegalese integrata con il quartiere”. E probabilmente è in parte vero: loro spacciano, quelli dei contri sociali consumano.

A mettere i bastoni tra le ruote degli agenti, infatti, i soliti attivisti por-degrado: “Non sono spacciatori. Dovete colpire loro non i senegalesi”.

In via Campobosso anche il 118 per soccorrere due senegalesi che hanno accusato (finto) un lieve malore. Sul posto anche i rappresentati della “Coalizione Internazionale San Papiers, migranti e rifugiati”, che ha assistito alcuni dei clandestini accompagnati all’ufficio immigrazione di via Patini a Tor Sapienza per accertamenti.

Perché c’è tutta una rete di fancazzisti che sostiene la presenza in Italia di clandestini e abusivi. L’immigrazione è il cancro, ma il cancro si estende per la presenza sul territorio di cuckold dell’accoglienza.

Il blitz odierno, autorizzato dal Giudice per le Indagini Prelimiari (il Gip), non è altro che la continuazione di una serie di controlli anti abusivi. Nei mesi scorsi, infatti, al civico 18 di via Campobasso sono stati prima sequestrati articoli e successivamente è stato scoperto un vero e proprio laboratorio del falso.

Via Campobasso è la base di rifornimento per gli ambulanti che infestano la Capitale.
Così è scattata una nuova operazione di Polizia Giudiziaria, sempre al civico 18 di via Campobasso. All’interno 8 cittadini senegalesi che hanno resistito al blitz chiudendosi all’interno. Grazie all’ausilio dei Vigili del Fuoco accorsi, però, la Polizia Locale è entrata. Un sequestro preventivo dell’appartamento al secondo piano finalizzato alla confisca. Questo l’atto di polizia giudiziaria notificato agli affittuari dell’immobile.

Una prosecuzione dell’azione giudiziaria delle verifiche svolte dagli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale nel corso dei mesi. Fra l’altro, fra marzo ed aprile 2017 venne sequestrata una Fiat Marea, intestata ad uno dei locatari della casa, all’interno della quale venne trovata della merce contraffatta. Alla base dell’atto il fatto che l’immobile “fungesse da reticolo per la produzione, il trasporto, lo stoccaggio, il deposito e la vendita di prodotti contraffatti”. Allontanati i residenti dell’immobile i caschi bianchi hanno svolto una perquisizione all’interno dell’appartamento. All’interno dello stesso è stata poi trovata una busta contenente i loghi singoli di alcune griffe di capi d’abbigliamento, in relazione ai quali sono in corso ulteriori accertamenti.

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Allontanati dall’appartamento, i residenti della casa hanno rimosso i loro oggetti personali dall’abitazione. Fra di loro Agu che mentre osserva i coinquilini uscire dal portoncino del civico 18 con abiti, pentole ed altri oggetti personali spiega: “Sono entrati con la forza, eravamo in 8 che vivevamo in quell’appartamento con un contratto regolare ed un pagamento di 700 euro al mese. Io sono a Roma dal 1999. E’ una vergogna, dove andremo a dormire questa notte? Molti di noi lavorano regolarmente qui in città. Io ho tre figli ed una moglie in Senegal a cui mando denaro ogni mese. Siamo qui per lavorare onestamente – conclude il 40enne”.

Loro ‘lavorano’. Torna in Senegal, Agu.

Il Pigneto era un borgo felice, poi sono arrivati gli immigrati. Lo dice anche Vladimiro Guadagno.




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