Sorpresa, imprese cinesi non pagano le tasse

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I controlli Asl sulla sicurezza del lavoro nelle aziende a conduzione cinese, hanno portato a una riduzione dell’evasione fiscale. Lo ha affermato Renzi Berti, responsabile del progetto regionale Lavoro sicuro, intervenendo ieri 16 aprile al convegno su lavoro dignitoso e legalità, organizzato da sindacati e categorie economiche.
I dati sono quelli forniti dall’Agenzia delle entrate con cui recentemente la Regione ha sottoscritto un accordo di collaborazione per abbinare l’accertamento fiscale ai controlli a tappeto degli ispettori Asl nelle aziende cinesi. Il lavoro è ancora lungo e i dati da esaminare e incrociare sono una valanga, ma confrontando due campioni di aziende, controllate e non, nel triennio 2013/2015, viene evidenziato che le prime registrano un aumento di oltre il 51% di imposte erariali pagate, mentre quelle non controllate riducono la loro compartecipazione al fisco del 2%.
Quindi in sostanza, la presenza degli ispettori Asl in ditta sarebbe stata sufficiente a convincere gli imprenditori cinesi a mettersi in regola anche sul fronte fiscale. Non sono stati forniti dati in termini assoluti né sulla percentuale di aumento delle tasse pagate ne sulla presunta evasione, ma per Berti è comunque un segnale positivo del l’efficacia dei controlli. A proposito: “siamo alla fase 2 del progetto con controlli piu approfonditi. – afferma Berti – i dormitori sono diminuiti del 45% e se presenti, sono comunque in luoghi diversi dalla produzione. Gli impianti elettrici irregolari sono ridotti a un terzo e le notizie di reato sono calate del 60%. Sono risultati positivi ma fragili. Dobbiamo continuare lungo questa strada per raggiungere la stabilità”.

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L’unica cosa che emerge da questi dati, peraltro risaputa da tutti, è che gli ‘imprenditori’ cinesi evadono il 100% delle tasse. E sono un cancro per l’economia toscana e italiana.

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