Lo strano dissequestro della Open Arms: tutti i giudici fanno parte del partito democratico dei magistrati

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Ieri abbiamo rivelato l’appartenenza a Magistratura Democratica, il ‘partito demogratico’ dei magistrati, del giudice che ha dissequestrato la nave dei trafficanti umanitari di Open Arms:

Magistrato rosso che ha dissequestrato nave Ong è quello del rapitore indiano ‘assolto’

Oggi ne parla il Primato Nazionale con un interessante articolo:

Pochi giorni dopo il sequestro della nave Open Arms della Ong spagnola del bagnino Oscar Camps, Proactiva Open Arms, Magistratura Democratica, associazione di magistrati vicina alla sinistra italiana, pubblica un post su Twitter nel quale esprime solidarietà all’organizzazione e dichiara “il dovere del soccorso in mare”.

Nello stesso post, Magistratura Democratica aggiunge il collegamento al comunicato ufficiale di Medel (Magistrats européens pour la démocratie et les libertés), della quale è membro, dove si legge: “Grazie alle operazioni di salvataggio di Proactiva Open Arms, 59.000 migranti sono stati salvati dall’annegamento nel Mediterraneo, evitando così che il numero già vergognoso di morti registrati quest’anno aumentasse. Come riconoscimento per il valore di questo lavoro umanitario, che rappresenta la traduzione pratica di un forte impegno per la difesa dei diritti fondamentali in nome della solidarietà e della dignità umana che fanno parte della nostra civiltà e cultura, MEDEL ha deciso di nominare Proactiva Open Arms per il 2018 premio Václav Havel Human Rights of the Parliamentary Assembly del Consiglio d’Europa. Pur confermando il nostro pieno rispetto per le decisioni emesse dalle autorità giudiziarie in merito alle operazioni di salvataggio effettuate da Proactiva Open Arms il 15 marzo 2018, riteniamo opportuno ricordare che la valutazione della legalità di una missione di salvataggio in mare non può prescindere dal primato di assicurare, in ogni circostanza, la sicurezza dei migranti e gli obiettivi umanitari sottostanti tutte le operazioni di salvataggio”.

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Quindi, il 31 marzo, Medel, in concerto con Magistratura Democratica, inizia con le pressioni sulla Procura di Catania di Carmelo Zuccaro. E non solo: i democratici magistrati propongono l’appena indagata Proactiva Open Arms per un premio europeo, quasi sicuri della sua rapida “assoluzione”.

Qualche giorno prima, il Gip di Catania Nunzio Sarpietro, membro di Magistratura Democratica come da elenco disponibile sul sito istituzionale, rinvia gli atti dell’inchiesta alla Procura di Ragusa facendo cadere l’associazione a delinquere imputata a Proactiva Open Arms e quindi la competenza della Procura etnea. In soldoni, l’inchiesta è stata tolta al Procuratore Carmelo Zuccaro.

Il 16 aprile arriva il provvedimento del Gip di Ragusa, Giovanni Giampiccolo, che dispone l’immediato dissequestro della Open Arms della ONG spagnola perché “la Libia non e’ ancora in grado di riaccogliere i migranti soccorsi in mare nel rispetto dei loro diritti fondamentali”. Quindi il Gip accoglie le richiesta degli avvocati degli indagati, che si rifiutarono di consegnare i migranti alla Guardia Costiera Libica. Con buona pace degli accordi intercorsi tra il nostro Governo e le autorità libiche, della dispendiosa formazione della Guardia Costiera Libica eseguita dalla nostra Guardia Costiera e da Eunavfor Med Operazione Sophia, e dell’attività di IOM Libya nei centri di detenzione governativi.

Però c’è un piccolo particolare che forse è sfuggito al Gip di Ragusa e a tutta la stampa immigrazionista festante. Non solo Proactiva Open Arms decise di non consegnare i migranti “salvati” ai libici, ma raddoppiò, nonostante le direttive dell’MRCC di Roma, rifiutando lo sbarco a Malta e proseguendo testardamente verso le coste siciliane.

Dobbiamo presumere che anche l’isola maltese non sia un porto sicuro per i migranti?

Sorprendentemente, anche il Gip di Ragusa, Giovanni Giampiccolo, è un membro attivo di Magistratura Democratica.

Nell’articolo pubblicato lo scorso ottobre intitolato “”Ius Soli, il legislatore faccia presto”. Se i giudici dell’Anm dettano l’agenda politica” meglio si inquadra l’attività dell’associazione togata.

Eugenio Albamonte, ex presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati e membro di Magistratura Democratica, lo scorso aprile, ha dichiarato: “Zuccaro ha fatto delle dichiarazioni e poi le ha precisate. Si tratta evidentemente di un argomento sensibile ed è per questo che una maggiore cautela sarebbe da tenere in considerazione. Anche perché si riscontra, ed è un dato di fatto, un’attenzione generale ossessiva e ossessionata per tutto quanto provenga dai Pm, con le forze politiche che utilizzano le dichiarazioni dei magistrati come un randello contro gli avversari”. Insomma, una tirata d’orecchie pubblica rivolta al Procuratore di Catania dopo la messa in discussione dell’operato delle ONG nel Mediterraneo.

Una particolare fondamentale a proposito di Magistratura Democratica: promuove insieme ad ASGI, associazione “legale” finanziata da George Soros e autrice del programma immigrazione del Movimento 5 Stelle, la rivista Diritto, immigrazione e cittadinanza.

Il taglio editoriale della rivista è chiaramente “immigrazionista”, delineando inequivocabilmente una convergenza nelle agende “politiche” in tema immigrazione e diritto delle due associazioni.

Come abbiamo scritto ieri: non è normale che dei magistrati tengano in scacco un Paese per le loro malsane ideologie. Magistratura democratica è un’associazione ideologicamente eversiva, perché propugna la destrutturazione etnica della nazione. Eppure, scrivendo questo, ci esponiamo a vendette giudiziarie: perché i suoi membri sono ideologicamente impegnati nei tribunali.

Qualcuno, fantasioso, potrebbe vedere in questa articolata operazione che ha portato al dissequestro della nave Open Arms, il lavoro di una congrega con aggancia dove non dovrebbero esistere agganci.




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