Inviato Usa minaccia Salvini: “Se toglie sanzioni ai russi, conseguenze”

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Salvini ha dichiarato che rimuoverà le sanzioni contro Mosca, e l’inviato americano in Ucraina già minaccia: “l’Italia non può eliminare le sanzioni ai russi senza che ci siano conseguenze”. In sostanza siamo un Paese a sovranità limitata. Il che è evidente, visto che a quasi un secolo dalla ‘liberazione’, abbiamo in Italia ancora basi americane.

Borghezio ha presentato una interrogazione al Parlamento Europeo: “Le dichiarazioni rilasciate all’indirizzo di Matteo Salvini da parte dell’inviato USA in Ucraina Kurt Volker – dichiara l’europarlamentare Mario Borghezio – sono del tutto irricevibili e fuori luogo!

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“Salvini – prosegue Borghezio – attualmente è il leader riconosciuto della coalizione di centro-destra ed in pole position per diventare premier italiano, pertanto le sue proposte hanno la più ampia legittimazione conferita dal voto popolare: la sua contrarietà alle sanzioni contro la Russia non è altro che la naturale conseguenza dell’applicazione del principio dell’interesse nazionale, dal momento che un simile provvedimento danneggia in primo luogo le imprese italiane”.

“E’ poi del tutto inaccettabile – conclude Borghezio – che si minaccino ‘gravi conseguenze’ a carico di un paese sovrano, indipendentemente da quello che possa pensare questa UE totalmente priva di sintonia con i bisogni dei popoli!”

Volker, riferisce tuttavia che gli Stati Uniti vogliono che l’Europa mantenga le sanzioni in essere contro la Russia, semmai incrementarle: “sarebbe utile vedere che l’Unione Europea unirsi a noi”.

La Ue è solo un mezzo nelle mani dei globalisti per schiavizzare i popoli europei.

La revoca delle sanzioni, dice invece in un’intervista Lorenzo Fontana (Lega), vicepresidente della Camera, è “una decisione da prendere sul tavolo europeo, ma bisogna andarci convinti, determinati”. Fontana, che è anche vicesegretario della Lega, ribadisce la volontà del suo partito di arrivare a un superamento delle sanzioni a Mosca che all’Italia “sono costate circa un miliardo di euro all’anno”.

“È maturata la convinzione che le sanzioni non abbiano portato a nulla”, ha aggiunto Fontana, “hanno però danneggiato le nostre imprese. Queste sono le gravi conseguenze. Non si tratta di essere amici di Trump o di Putin, ma la cosa più sensata è che tra loro ci sia dialogo”.

Fontana replica all’inviato Usa per l’Ucraina, Kurt Volker, che ha parlato di “gravi conseguenze” per l’Italia se avesse revocato le sanzioni a Mosca (“sembra sia l’inviato in Ucraina di Obama e non di Trump”). “Dobbiamo semmai chiederci – osserva Fontana – se lo stesso danno economico ha pesato su altri Paesi europei che sono contrari a cancellare le sanzioni alla Russia”. “L’Italia deve farsi sentire, alzare la voce”.

Quando gli chiedono se la linea in politica estera (sulla Russia e sulla Siria) possa essere un ostacolo per l’ingresso di Salvini a Palazzo Chigi, Fontana si dice convinto del fatto che non sia questo che ha portato allo stallo di questi giorni. “Non so che governo sarà possibile fare ma alcune cose sono chiare”, spiega il vicepresidente della Camera: “Se siamo partner e alleati in Europa dobbiamo esserlo alla pari. Per troppo tempo abbiamo subito nelle istituzioni europee la sudditanza di Germania e Francia”.




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