Epaminonda velato per non turbare islamici, Salvini e Lega: “Eurabia”

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La statua di Epaminonda coperta e il quadro con donna nuda spostato a Cairo Montenotte in occasione del convegno “Dialogo Interreligioso”, promosso dalla Confederazione Islamica Italiana insieme alla Federazione Islamica Ligure, ha fatto in breve tempo il giro d’Italia:

Savona, statua velata per non turbare i musulmani

Sull’argomento è intervenuto con un post su Facebook anche Matteo Salvini. Questo il commento del leader: “Solo a me questa sembra una follia???”

“Ora basta coprire la realtà – ha commentato invece il vice capogruppo regionale della Lega, Paolo Ardenti – come fa la sinistra che per motivi economici o politici strizza l’occhio agli islamici a discapito della nostra identità e cultura. Non dobbiamo avere paura di continuare a essere ciò che siamo. Steccolini ha avuto il coraggio di denunciare pubblicamente i fatti e alla sua età non ha certo bisogno di farsi della pubblicità.

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Altro che integrazione e dialogo. La rimozione di un quadro raffigurante una donna con la schiena scoperta e la copertura con un drappo della statua dell’incorruttibile condottiero tebano che secondo gli storici sognava una Grecia unita composta da federazioni regionali democratiche, è molto di più di un semplice malinteso e non possono essere ridotte a una questione puramente ‘estetica’ del cerimoniale come hanno raccontato e sostengono gli islamici.

Non bisogna avere paura di dire la verità e di spiegare ai cittadini come stanno le cose. C’è chi, sostenuto dai vari buonisti di sinistra, vuole trasformarci in Ligurabia. Noi invece lottiamo contro ogni imposizione e totalitarismo, per difendere la democrazia, la libertà e i diritti delle donne, le nostre tradizioni, la nostra arte, la nostra cultura.

Lo ripetiamo da tempo. Oriana Fallaci aveva ragione. Il cosiddetto ‘islam moderato’ continua a essere in realtà uno degli strumenti di chi vuole imporre una cultura di vita sociale e delle regole che non sono democratiche.

L’episodio accaduto a Cairo Montenotte è solo l’ultimo, ennesimo esempio, che non è da sottovalutare. Teniamo alta la guardia. Anziché pensare di vietare gli spazi pubblici a legittimi movimenti politici o legittime associazioni culturali di destra, come qualcuno voleva fare recentemente anche a Genova, preoccupiamoci di non concederli più a chi vuole imporre le sue regole e il suo modo di vita ai liguri”.




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