Russia abbatte 71 missili americani: Usa si vendicano con nuove sanzioni

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Gli Stati Uniti non ritireranno i propri soldati dalla Siria, finché non raggiungeranno tutti gli obiettivi prefissati. Lo ha dichiarato a Fox News la rappresentante permanente degli Stati Uniti presso l’ONU Nikki Haley.

“Non ce ne andremo finché non saremo sicuri di aver portato a termine tutti i nostri compiti”, ha spiegato la diplomatica.

Questo contrasta con quanto detto da Trump solo poche settimane fa. Dichiarazione a cui seguì, stranamente, il presunto attacco chimico. Pare evidente che Trump agisce ‘sotto costrizione’. E pare anche chiaro che, al di là delle implicazioni morali, nessuno sano di mente, e Assad è sano di mente, avrebbe ordinato un attacco chimico dopo l’ipotesi di ritiro americano.

Tra gli obiettivi elencati dalla Haley, risulta anche che il raggiungimento delle certezza che le armi chimiche non comportino minacce per gli Stati Uniti. In precedenza le autorità statunitensi avevano affermato che la presenza militare americana in Siria era finalizzata alla lotta contro l’ISIS.

Nella notte tra il 13 aprile e il 14 aprile Stati Uniti, Francia e Regno Unito hanno bombardato obiettivi militari e civili in Siria. Durante l’attacco sono stati lanciati più di 100 missili, la maggior parte dei quali sono stati intercettati con successo dalla contraerea russo-siriana.

Il presidente russo Vladimir Putin ha criticato le azioni degli Stati occidentali, definendo l’attacco alla Siria un atto di aggressione.

Ora Washington, per l’aiuto decisivo russo nella difesa aerea, vuole sanzionare la Russia. Anche questo lo ha spiegato in una intervista a Fox News l’ambasciatore americano all’Onu. “Vedrete cosa accadrà domani”, ha affermato. Il quotidiano russo Kommersant, dal canto suo, riporta il contenuto di una missiva inviata dall’ambasciatore americano Jon Huntsman al ministero degli Esteri russo. Le lettera è divisa in due parti: nella seconda, ha riferito una fonte, si afferma che Washington intende mettere a punto nuove sanzioni per l’appoggio fornito al regime siriano”. Nella prima parte della lettera si spiegano, invece, le ragioni che hanno condotto all’operazione militare lanciata dagli americani e dai loro alleati contro la Siria”.

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“Azioni illegali stanno causando un grave danno al quadro siriano e al suo processo di stabilizzazione”, ha avvertito Vladimir Putin, avvisando che “Ulteriori fratture nella carta delle Nazioni Unite porteranno al caos nelle relazioni”.




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