Firenze, abitanti sfrattati dai musulmani: intero quartiere trasformato in moschea

Condividi!

Un mese all’inizio del Ramadan e i residenti, come ogni anno, sono costretti a rinnovare la stessa identica richiesta: “Chiediamo all’amministrazione di attivarsi in tempo per spostare, almeno in maniera provvisoria, il mese di preghiera che è ormai alle porte”.

Questa volta, dopo una battaglia che va avanti da anni con il Comune, alcuni abitanti si stanno organizzando da soli, costretti a spostarsi “per la durata del periodo nelle case in campagna, il weekend al mare o dai familiari”.

Incredibile, sfrattati dai musulmani. Questa è l’Italia del PD.

I Ciompi, sintesi del rione più verace, hanno l’amaro in bocca, stretti tra la moschea abusiva di Borgo Allegri – un garage – e la piazza dove i musulmani dilagano per la preghiera.

VERIFICA LA NOTIZIA

Ora è partita una petizione, promossa da Confesercenti Firenze, e sostenuta dalle attività economiche della zona. Ma le petizioni non servono a nulla. Serve ‘altro’. Quella islamica è una conquista quartiere dopo quartiere.

“La preoccupazione – si legge nel testo – è che la piazza finisca col diventare un luogo di bivacco o di ritrovo della comunità islamica”. Il pericolo per i firmatari è che l’area diventi una estensione della moschea. Per questo Confesercenti Firenze chiede “maggiore controllo e una gestione sociale della piazza”. Ma anche “al Comune di incontrare i responsabili della comunità islamica, insieme a una delegazione di residenti e commercianti, e stabilire delle regole di buon vivere per la corretta fruizione degli spazi”.

Intanto, chi vive e lavora in piazza dei Ciompi, chiede maggiore attenzione e punta il dito contro lo spaccio e le condizioni di degrado del giardino del Gratta «completamente incustodito» contro “i bivacchi e i mini mercatini di cianfrusaglie che costringono a veri e propri zigzag”.

“Il garage di Borgo Allegri non possiede nemmeno i requisiti minimi di sicurezza per assolvere alla funzione di moschea. E’ a rischio la nostra vita”, accusano i residenti. Il riferimento e al rogo che nel luglio scorso si è sviluppato in alcuni locali del luogo di culto abusivo costringendo alcune famiglie che abitano nei piani superiori a lasciare le proprie abitazioni in via precauzionale.




Lascia un commento