Trump dopo l’attacco flop: “In Siria missione compiuta”

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E’ in qualche modo strano il tweet a cui Donald Trump affida la sua reazione dopo l’attacco sulla Siria. Quasi ironico. Il presidente americano parla di “un colpo perfettamente eseguito”, ringraziando Parigi e Londra “per la loro saggezza e la potenza dei loro eserciti”.

Dichiara “missione compiuta”, spiegando che non si poteva “ottenere un risultato migliore” dal lancio di più di cento missili su una serie di obiettivi siriani:

Se l’attacco è tutto qui, allora somiglia alla salva di missili lanciata lo scorso anno dopo l’altro presunto attacco chimico. Siccome non crediamo Trump sia impazzito da un giorno all’altro, diamo una lettura che è la stessa da tempo: Trump deve resistere alle pressioni del deep state e, in qualche modo, sfamare la bestia. Non è possibile leggere in modo diverso un attacco più simbolico che effettivo con risultati militarmente insignificanti.

Anche la scelta della frase ‘missione compiuta’, identica a quella del grande striscione con la scritta “mission accomplished” sotto cui nel 2003 George W. Bush, annunciò che l’America e gli alleati avevano prevalso nella guerra in Iraq, non può essere un caso: quasi una presa in giro a chi deve capire.




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