Strage di piazza San Carlo: sono stati immigrati con cittadinanza italiana

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E alla fine, c’entrano sempre ‘loro’. Del resto è noto che nelle piazze del Capodanno e di qualunque altra festa sono diventati un pericolo.

Presa la gang che scatenò il panico in piazza San Carlo, lo scorso anno, a Torino. Un’operazione della Questura e della procura di Torino è scattata questa mattina contro le persone sospettate di avere scatenato il “fuggi fuggi” generale tra i tifosi la sera del 3 giugno del 2017 durante la proiezione, sul maxi schermo, della finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid.

Complessivamente sono stati emessi 10 provvedimenti cautelari, di cui sei arresti in carcere, uno ai domiciliari e tre obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria. Sono tutti maghrebini hanno tra i 18 e i 20 anni di età. Quasi tutti sono di origine marocchina (ma cittadini italiani ‘grazie’ all’attuale legge sulla cittadinanza che dobbiamo cambiare prima che sia troppo tardi tornando allo ius sanguinis) tranne tre marocchini con permesso di soggiorno e un cittadino egiziano.

I dieci dementi facevano parte di un gruppo di immigrati che, quella sera, tentò di mettere a segno delle rapine spruzzando spray urticante al peperoncino tra la gente assiepata in piazza. Provocando il panico. E la morte della 38enne Erika Pioletti e il ferimento di altre 1.526 persone.

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Già in altre occasioni, la gang di nord africani avrebbe colpito utilizzando lo stesso sistema. Potrebbe essere accaduto lo scorso ottobre, durante il concerto di Elisa, in occasione dell’inaugurazione delle Officine Grandi Riparazioni, quando qualcuno spruzzò spray in mezzo al pubblico. In quell’occasione una signora si sentì male e fu soccorsa dall’ambulanza. Gli organizzatori decisero di interrompere il concerto.

Un altro colpo sarebbe stato messo a segno nel gennaio 2018, in una discoteca a Verona, sempre con le stesse modalità dello spray urticante. Ma la gang avrebbe colpito ancora, sempre con lo stesso modus operandi, anche in grandi raduni pubblici nel nord Italia e in Olanda, Francia, Germania e Belgio. In piazza San Carlo, secondo gli investigatori, sarebbero stati presenti in quattro.

Tra questi, Sohaib Bouimadaghen, nato a Cirié nel 1998, cittadino italiano residente a Torino, ha già confessato nel corso del primo interrogatorio scattato subito dopo il fermo.

Dicono i dementi, che dare la cittadinanza a chi nasce in Italia è un modo per integrarli. No, è un modo per non poterseli più togliere dalle palle. Come in Francia e Belgio. Ius Sanguinis, subito.




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