Friuli, la rivoluzione di Fedriga: case agli itailani e clandestini rinchiusi

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Massimiliano Fedriga in un’intervista ai quotidiani locali disegna le iniziative per il futuro del Friuli dopo la sua prossima elezione a governatore

Mettiamo che Matteo Salvini diventi premier e lei governatore. Qual è la prima cosa che chiederà?
«La rinegoziazione dello sciagurato Patto finanziario firmato da Debora Serracchiani ridiscutendo l’ammontare delle compartecipazioni erariali e riportando il livello di quella relativa all’Iva ai nove decimi. In questi anni, tra tagli diretti e indiretti, il Fvg ha dovuto rinunciare a una media di 1,8 miliardi di euro annui di gettito fiscale. Una perdita secca che sta comprimendo la nostra Autonomia. Spero che tutti siano al mio fianco per rimediare agli errori fatti dal centrosinistra».

Passiamo a uno dei vostri cavalli di battaglia, l’immigrazione…
«La competenza è statale, lo so bene, ma trasformare il Fvg, assieme alla Toscana, nella regione capofila dell’accoglienza diffusa è stata una follia perché ha messo a rischio, soprattutto a livello di microcriminalità, la sicurezza dei nostri cittadini».

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Soluzione alternativa?
«Prima di tutto lavorare di sponda con il Governo per un maggiore controllo dei confini visto che ormai, in regione, arrivano soltanto clandestini respinti da altri Paesi europei. E poi semplicemente copiare quello che già accade in Francia, Austria, Slovenia o Germania».

Si può spiegare meglio?
«Parlo di centri controllati dove gli immigrati, trattati con dignità, devono restare, senza avere la possibilità di circolare liberamente, fino al momento del giudizio sulla loro richiesta d’asilo. Quando è stato chiuso il Cie di Gradisca, su 36 ospiti all’epoca rimasti all’interno, 35 avevano precedenti penali per stupro, spaccio oppure violenza privata. C’è una responsabilità politica, anche locale, di fronte alla situazione attuale. E io non ho alcuna intenzione di consentire che gente di cui non sappiamo nulla, e nemmeno se ha diritto a restare in Italia, scorrazzi liberamente mettendo a repentaglio la sicurezza delle persone. E mi riferisco pure a quella percepita visto come aver paura di girare per le città incide, eccome, sulla vita di un singolo».

Altro tema, collegato agli stranieri, sono le case Ater e il bonus povertà…
«Le assegnazioni in favore degli stranieri sono assolutamente sproporzionate rispetto ai numeri della loro presenza in Fvg. Lavoreremo per definire una norma che a differenza del passato, quando però ha pesato la levata di scudi ideologica dei partiti di sinistra, non venga impugnata. Penso ad esempio a un sistema di attribuzione dei punteggi che premi chi ha più anni di residenza in regione».




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