Toscana, l’invasione degli immigrati è in sala parto

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Tra il 2016 e il 2017 in Toscana gli immigrati regolarmente presenti sono aumentati di 5 mila unità, e, di questi 5 mila, ben 4.500 sono nuove nascite. Un’invasione da sala parto.

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Attenzione: aumentano ‘solo’ di 5mila unità, perché altre decine di migliaia li hanno fatti diventare ‘italiani’ con l’attuale legge sulla Cittadinanza che è urgente riformare in senso restrittivo.

Lo ha spiegato l’assessore regionale con delega all’invasione, Vittorio Bugli, quello che ha concepito l’ideona ‘adotta un profugo’: “Quindi – millanta Bugli- in tutto parliamo di soli 500 nuovi immigrati adulti (come detto non è vero, è una fake news direbbero loro ndr..). Negli anni precedenti l’aumento c’era sempre stato in virtù della possibilità che veniva data di venire nel nostro Paese per le richieste di lavoro. Adesso le richieste sono andate ad annullarsi, mentre restano quelle come richiedenti asilo (insomma, prima venivano a rubarci il lavoro, ora direttamente a farsi mantenere ndr…)”.

Ma l’assessore ha un’idea tutta sua della realtà e da questi numeri estrae un significato bizzarro: “Tutto questo significa che ci sarebbe lo spazio per nuovi ingressi e per regolarizzare questa massa di migranti fatti entrare in una bolla, in una zona grigia. Questi bambini sono nati in Toscana, hanno un nome e un cognome, vanno a scuola, potrebbero avere il diritto e il dovere di essere cittadini. E invece, senza il riconoscimento dello ius soli, questo non è possibile. Non è una questione di ideologia -conclude Bugli- ma di pratica”.

Il problema non è la zona grigia, ma la mancanza di materia grigia dei politici di sinistra.

Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente Enrico Rossi: “sono favorevole all’ius soli -osserva Rossi- In Italia ci sono un milione di persone che avrebbero diritto a diventare cittadini italiani. È la prima forma di integrazione. Chi crede nell’integrazione seria, colpendo gli immigrati irregolari, lo sfruttamento, togliendo dalla criminalità le persone, dovrebbe essere favorevole a consentire l’integrazione di un milione e mezzo di persone”.

Nessuno ha detto a questi due relitti del ’68, dell’algerino con cittadinanza italiana che a Trieste voleva uccidere i suoi compagni di classe. Integrato, con cittadinanza e nato in Italia. Come quelli che loro vorrebbero trasformare in ‘italiani’.




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