Soccorso rosso: sito di disinformazione Butac.it torna online

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Prima di tutto: la cosa ci soddisfa. Come scrivemmo il giorno del sequestro, la censura non ci piace mai, le idee devono circolare libere, anche quelle stupide. La disinformazione si sconfigge con l’informazione e idee più forti. E le nostre sono più forti.

Butac, parla oncologo: “Dietro sequestro un articolo falso”

Detto questo, il ritorno online del sito di disinformazione boldriniana Butac.it (il cui sequestro per la pubblicazione di falsità sull’oncologo di Brindisi ne descrive comunque chiaramente l’inaffidabilità), dimostra come funziona il soccorso rosso: quando uno di loro viene colpito, si attiva tutta la combriccola di pennivendoli solitamente silenti, di magistrati, politicanti e media di distrazione di massa. Perché non è normale che dopo un sequestro, azione gravissima che si attiva solo in rari casi, questo venga ritirato nel giro di tre giorni, fine settimana compreso.

E siamo consapevoli che a parti inverse, il responsabile non darebbe interviste sorridente dalla vetrina della sua gioielleria, ma passerebbe (ingiustamente) le sue giornate in carcere per reato di opinione.

Ps. Il fatto che il personaggio in foto stili liste nere di proscrizione di siti internet sarebbe agghiacciante, non fosse ridicolo.




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