Cittadini danno fuoco a B&B che deve ospitare profughi

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Le fiamme sono però riuscite soltanto ad annerire un po’ lo stipite della porta di ingresso. Ma il significato del gesto è inequivocabile, si tratta di una protesta netta: a San Lorenzo i cosiddetti profughi non li vogliamo.

Nei giorni scorsi si era sparsa la voce, poi confermata, dell’arrivo di un gruppo di una decina di richiedenti asilo nel B&B La Casa di Wilma, in frazione Prato. Erano in corso le trattative per l’affitto della struttura da parte del famigerato Cinformi, ente regionale che in Trentino si occupa del business dei fancazzisti.

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E la popolazione ha espresso la propria contrarietà in vari modi. Poi, nella notte tra domenica e lunedì il fuoco.

Sentito nei giorni scorsi, il sindaco, totalmente staccato dalla realtà, aveva approvato con entusiasmo: “Credo che la soluzione ottimale sia proprio la diffusione dei richiedenti asilo sul territorio – aveva sottolineato – per evitare quelle concentrazioni di centinaia e centinaia che si sono rivelate un disastro”.

Sosteneva così la politica dell’assessore Luca Zeni e del Cinformi, quella della diffusione sul territorio, come si fa in ogni colonizzazione per sostituzione etnica.

Il gesto della scorsa notte ha però dimostrato una contrarietà molto forte nella popolazione all’arrivo in San Lorenzo dei richiedenti asilo. “Questo gesto è preoccupante – afferma il proprietario dell’albergo che confina con il B&B Sergio Cornella – bisogna stare calmi, così non va proprio bene”. Bisogna anche pensarci prima. Prima che qualcuno, spinto dalla disperazione, agisca in modo inconsulto.




Un pensiero su “Cittadini danno fuoco a B&B che deve ospitare profughi”

  1. qui gli unici gesti inconsulti e moolto preuccupanti sono di quelli che si sono messi in testa una sostituzione etnica a danno degli italiani, bisogna fermare tutto il prima possibile e rispedire a casa i 6-7 milioni di criminali importati fino ad ora

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