Trentino: buco di bilancio per curare migranti

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Il caso della coppia russa che durante una settimana bianca ha partorito prematuramente un figlio presso l’ospedale S. Chiara di Trento e che al momento delle dimissione dovrà pagare 18 mila euro, (3 per il parto e 15 per la degenza) mette sotto la lente d’ingrandimento il problema dell’accesso all’assistenza sanitaria trentina per i cittadini stranieri. E non parliamo certo di turisti…

Ogni migrante che partorisce ci costa 18.000 euro

Spesso infatti dopo averne fruito, se ne tornano a casa lasciando il conto da pagare ai contribuenti italiani.

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Al di là dell’assistenza sanitaria per i richiedenti asilo e per i profughi che è gratuita insieme a tutti i medicinali, con costi per la comunità allucinanti, prendiamo in esame le spese che, ad esempio, l’apparato sanitario trentino deve assorbire per gli stranieri in «regola».

Nel 2017 le prestazioni ospedaliere fatturate in regione a cittadini stranieri senza copertura assicurativa ammontano a un totale di 694 mila euro, di questi ne sono stati incassati dall’Azienda Sanitaria Trentina, 456 mila, un buco del 34% ai danni della Sanità regionale che potrebbe incidere negativamente sulle prestazioni sanitarie attuali e future con una possibile diminuzione della qualità del servizio o aumenti ingiustificati di ticket o esami clinici.

La situazione peggiora in Pronto Soccorso dove le prestazioni fatturate, compreso il trasporto in ambulanza, ammontano a 206 mila euro, dei quali 123 mila incassati con uno scoperto del 40%.

I dati emergono dai bilanci dell’Azienda Sanitaria Trentina, che tramite una ditta specializzata in recupero crediti, da qualche anno, sta tentando il recupero dei soldi, che ammontano in totale a 321 mila euro. Ma i risultati sono scarsi.

Va detto che comunque che nel 2017 sono stati incassati crediti per importi superiori al quelli elencati riferiti però a prestazioni sanitarie erogate negli anni precedenti e sempre secondo i dati emersi dall’azienda di recupero crediti, 80-90 persone, quasi tutti provenienti da paesi dell’unione europea, tornano a casa senza saldare il conto.

Nelle tabelle dell’Azienda Sanitaria risaltano anche gli eventuali costi da sostenere in caso di intervento dell’elisoccorso che si aggira sui 146 euro al minuto, un ricovero ospedaliero anche per patologie non gravi ha costi pari 260 euro al giorno; operazioni chirurgiche più complesse posso costare decine di migliaia di euro.




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