Per i killer del Fmi i migranti “sono una manna dal cielo”

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Il FMI non è nuovo a consigliare politiche che affamano i popoli e arricchiscono multinazionali e baroni, non sorprende quindi che l’ultimo consiglio all’Europa sia quello di accogliere immigrati perché, dicono, “sono una manna”.

E lo sono. Ma per i pochi che ne sfruttano il lavoro low-cost a danno dei molti.

Ma per gli analisti del Fondo monetario internazionale, “a meno che la tecnologia non consenta sorprendenti guadagni di produttività”, i Paesi più ricchi dovrebbero “ripensare le politiche sull’immigrazione per accrescere il tasso di partecipazione al mercato del lavoro, insieme a politiche per incoraggiare i lavoratori più anziani a rinviare il pensionamento”.

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Anche se volessimo prescindere dal fatto che gli individui non sono intercambiabili, e che importando nigeriani la Germania somiglierà anche economicamente alla Nigeria, siamo in presenza alla solita demenziale teoria. In Italia, oggi, abbiamo una disoccupazione tra i giovani superiore al 30 per cento. Non ci servono immigrati. E se anche i giovani italiani diminuiranno in futuro ‘grazie’ alle scellerate leggi sull’aborto il cui impatto subiremo nei decenni e, soprattutto, per un normale effetto ‘affollamento’ (l’immigrazione ha un impatto negativo sulla demografia indigena perché va ad ingolfare il welfare e il settore immobiliare della fascia meno ricca della popolazione), questo, visto il livello attuale di disoccupazione, ci consentirà di non avere giovani disoccupati.

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E poi c’è la svolta robotica che eliminerà milioni di posti di lavoro, rendendo l’immigrazione definitivamente obsolete e le teorie del FMI ancora più stupide di quanto già oggi non siano.




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