Roma: boom di immigrati irreperibili, impossibile esigere bollette

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Spariti. Un esercito di irreperibili per il Comune di Roma, senza più una residenza dove raggiungerli, controllarli o recapitare tasse e bollette.

Migliaia di nomi come Mohammed, Abu, Ali, Hossain, oppure Vlad, Florian, Gheorghe, Niculina, o ancora Zheng, Yang, Yuxia, Janying. Scomparsi nel nulla mentre l’amministrazione cittadina credeva che abitassero ancora all’indirizzo dichiarato anni prima.

Sono gli “irreperibili” dell’Anagrafe di Roma, persone che – una volta verificata la loro “inesistenza” all’indirizzo conosciuto fino ad oggi – vengono cancellati dai registri comunali. E parliamo solo di Roma.

Nell’ultimo anno gli agenti della polizia comunale e gli addetti del Campidoglio ne hanno segnalati oltre 35mila, con un aumento del 40% rispetto al 2016.

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Sono quasi tutti stranieri, il 70,6%. Il resto non è detto siano italiani. In testa i romeni. Poi c’è un 20% di africani: egiziani (6%), nigeriani (4,8%), marocchini (2,1%). E poi siriani, tunisini, etiopi, ghanesi, sudanesi, ivoriani. I cinesi (3,7% degli irreperibili) e i cittadini indiani (4,8%).

Vengono in Italia, succhiano quello che c’è da succhiare, poi scompaiono quando c’è da pagare. Tanto sono fantasmi.




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