Giornata internazionale degli zingari, Salvini: “Sarebbe festa se rubaste meno”

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L’8 aprile si celebra una delle giornate internazionale più demenziali: quella del popolo rom e sinto. Non che le altre abbiano senso, ma questa è proprio una delle più ridicole.

Dalla Fondazione Migrantes alla comunità Sant’Egidio hanno tutti chiesto alla politica italiana un maggiore impegno per favorire l’integrazione degli zingari. Che forse significa lasciare direttamente il portafogli a disposizione. Non si capisce per quale motivo, un individuo mediamente intelligente dovrebbe volere integrare gli zingari.

Ovviamente, prima del Regina Coeli in piazza San Pietro, Bergoglio ha invitato a “favorire la cultura dell’incontro” e a evitare qualsiasi tipo di discriminazione. Poi è rientrato nelle sue lussuose stanze, dove non ci sono zingari. Non ce ne sono nemmeno in Vaticano.

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Non poteva mancare l’abusivo al Colle, Mattarella ha rivolto il suo augurio “a tutte le persone che hanno radici nella cultura millenaria di questi popoli antichi, e che ne condividono, oggi, i problemi, le difficoltà, le speranze”. Cultura millenaria di popoli antichi…

L’unico a riportare l’argomento sulla terra è stato, come sempre, Salvini, che su Facebook ha scandito: “Se rubassero meno, sarebbe davvero festa”. Facebook non lo censurerà, ormai non possono più. Ma se non fosse un politico nazionale, lo avrebbero già fatto.

“Oggi è la giornata internazionale di Rom, Sinti e Caminanti. Se molti di loro lavorassero di più e rubassero di meno, se molti di loro mandassero i figli a scuola invece di educarli al furto, sarebbe davvero una festa”.

Meglio che non li mandino a scuola. E ricorda la promessa: sgomberare i campi nomadi. Per rimandarli a casa loro, non nelle case popolari.




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