Pakistani scelgono l’Italia per chiedere Asilo, altri li respingono

Vox
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Il segretario del Siulp, sindacato di Polizia, Marco Lanzi denuncia il fenomeno dei finti profughi pakistani che scelgono le questure più ‘morbide’ (forse più corrotte) per chiedere asilo in Italia

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«Dall’1 gennaio 2017 a oggi l’Ufficio Immigrazione ha accolto più di 12.000 richieste di permesso e ha formalizzato circa 1400 richieste d’asilo. A oggi, sono state anche ricevute le richieste di asilo di circa 190 cittadini pachistani richiedenti protezione internazionale e che giungono in modo autonomo nella nostra provincia. Un fenomeno che andrebbe monitorato con più attenzione anche dal punto di vista investigativo, poiché il loro arrivo non è casuale ma organizzato. In pratica pur non sapendo una parola di italiano e soprattutto senza conoscere Pesaro, arrivano qui a colpo sicuro, guidati sicuramente da alcune organizzazioni che lo faranno per soldi, non certo con intenti filantropici. Non sono rifugiati politici o per motivi umanitari, nel Pakistan non ci sono guerre. Potrebbero avere il permesso di soggiorno per motivi economici, ma altri Paesi li rifiutano e arrivano via terra da noi. Sanno bene che le nostre commissioni sono più lente nell’accettare una domanda, ma intanto contano su vitto e alloggio gratuito nelle strutture di accoglienza. Come Ufficio immigrazione prendiamo le loro impronte e vediamo che sono già stati in Europa, ma non hanno con sé i documenti di via dai Paesi che li hanno lasciati andare».

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Il fenomeno è cresciuto, le organizzazioni indicano loro le questure “più morbide” e arrivano in treno o pullman. Non sempre c’è posto e prima di Pasqua un pachistano ha inscenato una protesta con un episodio di autolesionismo.