Disoccupato a processo, voleva il lavoro dato ai profughi

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Per questo protestò lanciando un mattone contro associazione pro-profughi

Sono state chiuse le indagini sull’autore del lancio di mattoni contro la vetrina del Gus, l’associazione che ospitava i profughi che hanno fatto a pezzi Pamela.

L’uomo, un disoccupato maceratese, voleva guadagnare qualcosa per mangiare spalando la neve, lavoro che invece il comune, attraverso il GUS, aveva affidato ai finti profughi. Il processo ci sarà a breve il processo.

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Intanto, per le presunte minacce al sindaco di Macerata Carancini e alla Caritas saranno al centro di due processi per direttissima, che si terranno lunedì in tribunale. Sono svelti, quando si tratta di italiani, molto meno, quando si tratta di spacciatori nigeriani.

Gli episodi a febbraio. Un uomo della provincia di Milano è indagato per due email contro Romano Carancini: «Se il sindaco non la smette, i suoi figli faranno la fine di Pamela»: sarebbe stato questo più o meno il contenuto della mail. Non si capisce se una minaccia o un avviso su quello che può avvenire in un territorio mal governato.

Alla Caritas invece sarebbero arrivate una serie di telefonate, più volte al giorno per una settimana: «Vi sta bene quello che vi è capitato a Macerata, così imparate ad aiutare gli sporchi negri», ripeteva l’anonimo che, dopo le indagini, è stato identificato e accusato. Si tratta di un cittadino residente nel napoletano.

Il milanese e il campano sono accusati di minaccia aggravata da motivi di odio razziale, e questa aggravante, in base alla legge Mancino, consente una direttissima anomala, che appunto si farà lunedì.

E’ tempo di abrogare la famigerata legge Mancino che tramuta minacce in qualcosa di più simile al terrorismo. Il che è ridicolo.




Un pensiero su “Disoccupato a processo, voleva il lavoro dato ai profughi”

  1. Quella contro il Sindaco spererei tanto fosse una minaccia anche se mi dispiacerebbe tanto per delle vittime Italiane innocenti, e si siamo Italiani, Occidentali e abbiamo sensibilità sentimenti che quelle MERDE Nigeriani non sanno cosa sia

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