Bologna: ora di religione addio, arrivano lezioni di islam e induismo

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Ora di religione addio. Nelle scuole dei quartieri di Bologna con un’alta percentuale di studenti stranieri, i docenti hanno abbandonato l’insegnamento tradizionale della religione cristiana per coinvolgere tutta la classe in un progetto ‘multiereligioso’. Del resto siamo in Italia, devono integrarsi.

Il progetto-pilota è ormai parte integrante dell’Ic 11 al San Donato e le scuole che stanno portando avanti la sperimentazione — prima per volontà di qualche docente, adesso per adesione dell’intero plesso con il benestare della dirigente Filomena Massaro — sono le elementari Don Minzoni in San Donnino e le medie Saffi al Pilastro.

Ma anche nelle medie Leonardo Da Vinci, scuola dell’Ic 13, che hanno lo stesso docente di religione delle Saffi, si sta andando nella stessa direzione.

Il tutto con il consenso della Curia, sotto la guida del famigerato vescovo Matteo Zuppi. Noto baciapiedi di musulmani:

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Nella primaria Don Minzoni, dove il progetto è diventato di plesso solo da qualche mese, le docenti di religione questa sperimentazione la facevano in modo autonomo già da qualche anno.

«Poi è stato chiesto ai genitori che avevano iscritto i figli all’attività alternativa — spiega la preside Massaro — se volevano aderire al progetto e a quelli che facevano l’ora di religione se erano d’accordo ad accogliere in classe gli altri bimbi». E così è stato.

Il progetto della primaria in San Donnino si chiama «In viaggio per il mondo tra culture e religioni».

«Io ho cominciato a gettare i semi di questo progetto molti anni fa quando ero insegnante di classe ed ero anche docente di religione — spiega la referente di plesso, Adelaide Monzani — e quando è arrivata l’insegnante di religione della Curia (Angela Ianniello, ndr), abbiamo condiviso il principio in base al quale la religione non dovrebbe dividere ed escludere alcuni bambini dal lavoro della classe».

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Non credevate mica che importando masse di etnie e religioni diverse le nostre tradizioni sarebbero sopravvissute, vero? Se non chiudiamo le frontiere e non iniziamo un massiccio rimpatrio, le nostre tradizioni e la nostra cultura moriranno con noi.

Poi, faremo anche i conti con i vescovi Zuppi e le insegnanti che vendono la nostra identità all’immigrazione.




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