Tubercolosi: in istituto 23% studenti positivi

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Uno studente che frequenta l’ente di formazione Enaip di Pasian di Prato infetto con la tubercolosi. Si tratta di un giovane di età compresa tra i 14 e i 18 anni.

Diverse decine le persone a rischio. Per valutare l’eventuale trasmissione dell’infezione ad altri studenti, agli insegnanti e alle altre persone che frequentano abitualmente la scuola, il Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria ha provveduto a organizzare tutti gli accertamenti.

Sarà fatto un primo controllo con la prova tubercolinica e questa sarà negativa si potrà escludere il contagio. La tubercolosi si trasmette per via respiratoria.

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E casi di infetti anche a Roma.

Un primo turno di screening ha interessato gli alunni delle tre sezioni dell’insegnante colpita dal batterio, un secondo altre quattro classi della scuola. Nel primo caso è risultato positivo al test il 23 per cento degli studenti, nel secondo il 16. Sono i numeri forniti dalla Asl Roma Tre, in una nota diffusa ai medici di base del territorio, sul caso di tubercolosi polmonare che ha colpito un’insegnante e un alunno della scuola media Morandi di via D’Avarna, a Monteverde.

A contrarre la tbc è stata la docente, ricoverata a inizio febbraio all’istituto di malattie infettive Lazzaro Spallanzani. Anche un alunno è risultato infetto, ma sarebbe già uscito dall’ospedale dove è stato sottoposto a tutti i necessari controlli. Intanto è iniziata la profilassi per chi è risultato positivo.

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“Abbiamo il sospetto che siano state avviate le dovute precauzioni con discreto ritardo, anche a livello di comunicazione tra ASL e scuola – dichiarano in una nota Fabrizio Santori, già consigliere regionale di FdI e Giovanni Picone, capogruppo di Fratelli d’Italia al Municipio XII – nei prossimi giorni depositeremo un’interrogazione e convocheremo in audizione in Commissione Trasparenza il Dipartimento di Prevenzione dell’ASL Roma 3, al fine di chiarire tutte queste circostanze”.

Soprattutto “se sia stato adeguatamente valutato se gli insegnanti in servizio presso la scuola Morandi, non svolgessero l’incarico anche presso altri istituti scolastici e analogamente, e comprendere se lo screening degli alunni in due turni separati e distinti si possa considerare una procedura sufficientemente efficace”.




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