Svizzera espelle Eritrei: “Non sono profughi”

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In Italia, il governo PD ha considerato in questi anni gli Eritrei come profughi in fuga dalla guerra. Anche se, in Eritrea, la guerra non c’è.

Ci viene detto che sarebbe da Paesi incivili respingerli in Eritrea perché, dicono, sarebbero puniti avendo saltato il servizio di Leva.

Un Paese non certo incivile come la Svizzera la pensa diversamente.

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Ieri, la trasmissione “Rundschau”, della tv della Svizzera tedesca SRF, ha reso noto che la il governo svizzero intende riesaminare lo status di 3200 dei circa 9400 eritrei ammessi provvisoriamente come richiedenti asilo.

Nella lettera inviata agli interessati viene indicato che la Segreteria intende revocare l’ammissione provvisoria e «ordinare l’esecuzione dell’espulsione». In sostanza: espulsi, perché non sono veri profughi.

Il giro di vite fa seguito a una sentenza del Tribunale amministrativo federale (TAF) pubblicata a fine agosto 2017, in cui si rilevava che i richiedenti asilo eritrei respinti dalla Svizzera e costretti a tornare nel proprio Paese non corrono il rischio di subire trattamenti disumani, specialmente se hanno adempiuto agli obblighi militari. Chi non ha più obblighi nei confronti delle forze armate non deve temere di essere convocato nuovamente dall’esercito, né di essere punito penalmente dopo aver rimesso piede su suolo eritreo, ha ritenuto il tribunale con sede a San Gallo. Nella sentenza si afferma anche che attualmente l’Eritrea non conosce una situazione di violenza generalizzata.

Insomma, un Paese normale.

Qualcuno ci deve spiegare perché noi dobbiamo mantenere in hotel gente che un paese più ricco rimanda a casa. Per le coop del Pd?




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