Novara, la baby calciatrice col velo islamico

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“Quando sento parlare di integrazione in tv, penso alla scuola e allo sport”, dice Soumia Hilali che frequenta la terza media ad Armeno, Novara.

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La giovane islamica racconta alla Stampa che, prima di iniziare le elementari, la madre le chiese se voleva indossare il velo oppure no. “Ero libera di scegliere e risposi di sì. Mi piace, mi rappresenta e lo prevede la mia religione”.

Stiamo allevando un nemico interno. Il velo è solo un aspetto di qualcosa di più profondo che non scompare se nascono o vivono qui. Anzi, si acuisce in contrasto con noi. Perché è ‘noi’ e ‘loro’, non dubitatene.

Anzi: è noi o loro.




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