Come guadagnare: «Un prefetto che ti riempie di profughi» – VIDEO

Condividi!

«Usiamo immobili che non hanno più valore, ci buttiamo dentro i profughi, sappiamo che 5 o 6 euro li facciamo… sappiamo che all’anno facciamo 600 mila euro di utili e un giro d’affari da milioni senza esserci rotti i coglioni».

Business accoglienza: “Migranti sono oro” – VIDEO

Così Stefano Fuso, gestore di centri profughi, tra cui uno ad Eraclea, mentre spiega al suo potenziale socio in affari quanto facile e senza rischi sia diventare milionari coi profughi.

«Cibo?» dice Fuso parlando del suo business con i profughi, «non è che dobbiamo dargli il pranzo di Natale, loro mangiano riso, pollo, sugo. La pasta la vai a prendere alla Barilla quando mancano due mesi alla scadenza e ti buttano fuori sacchi di pasta a 5 centesimi al chilo. Dov’è che fai utile?» continua Fuso spiegando il business, «compri pesantemente, così il pasto che avevi calcolato a 6 euro ti costa tre e il resto? In tasca».

«Gli butti lì la roba, li lasci che si comportino come vogliono, metti il riscaldamento al minimo, te ne sbatti ampiamente le balle…». Ma le assunzioni? «Ma assumi personale dal disagio».

In fin dei conti Fuso fu quello che durante i disordini nel suo centro migranti e le proteste dei cittadini disse: «non sono un benefattore, punto al profitto».

Perché coi migranti «la rendita è garantita» e senza rischi, si chiedono i finanziamenti alle banche che i soldi li danno, «non hanno problemi a sostenerti perchè sanno che lo Stato pagherà».

Il segreto? «Avere un prefetto che ti mette dentro i profughi e che ti fa guadagnare»
.

E lui il prefetto ce l’aveva:

ERACLEA: PREFETTO PORTA PROFUGHI, CONTESTATO DALLA FOLLA

E avere «qualcuno che ci metta la faccia», si assuma le responsabilità, veda e non parli, e in caso di problemi «sappia che sarà difeso, la famiglia coperta, alla peggio patteggerà uno o due anni, ovviamente sarà bruciato, ma coi soldi in tasca potrà campare una vita».

Qualcuno controlla? «Non carabinieri o Finanza.. al massimo i cittadini».




Lascia un commento