Cala fiducia italiani in Ong, crollano donazioni

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Variano le cifre e le stime. Ma il parere è unanime: «Le donazioni dei privati alle ong italiane sono in calo». Evviva.

Le inchieste giudiziarie e giornalistiche hanno fatto breccia nel portafoglio dei trafficanti umanitari: «È iniziato tutto esattamente un anno fa quando qualcuno ci ha definiti i taxi del mare», si lamenta tal Annalaura Anselmi, a capo della raccolta fondi di Medici Senza Frontiere.

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L’estate scorsa la procura di Trapani ordina il sequestro della nave Iuventa della tedesca Jugend Rettet. E’ solo l’inizio.
Le ong che trafficano dalla Libia registrano cali immediati nelle donazioni, piccola, perché i veri ‘finanziatori’ sono altri, ma che dimostra come le persone normali si siano rese conto che quelli che credevano medici che curavano malati sono diventati scafisti umanitari.

Una diminuzione che sarà in media del 5 per cento: «Nel nostro caso possiamo parlare di un -7 rispetto alla raccolta fondi del 2017, cifra equivalente a circa 4 milioni di euro», riporta Msf.

«Non abbiamo ancora le cifre definitive ma di certo non siamo stati risparmiati», conferma Simonetta Gola responsabile della Comunicazione e delle Campagne di raccolta fondi nazionali di Emergency. Anche loro hanno partecipato per un periodo al Grande Traghettamento.

I media hanno per quanto potuto difeso l’operato delle Ong, spostando il Canale di Sicilia in Libia, ma sui social il fiume di verità ormai è inarrestabile.

Gli addetti alla comunicazione devono fare fronte a questo assalto di verità e distogliere le energie da altri progetti.

Non è un caso che l’Edelman Trust Barometer metta il nostro Paese al primo posto per aumento di sfiducia nei confronti delle ong con 13 punti di differenza rispetto al 2017.

«Chi fa del bene diventa il nemico e viene meno il principio secondo cui chi dona ad una ong sta contribuendo a un futuro migliore», piagnucola Nino Santomartino del comitato dell’Associazione delle ong italiane.

A rischio per le ong, ora ci sono posti di lavoro e l’avvio di nuovi progetti. Il business, perché di business si tratta: è in crisi. Soprattutto chi dipende più dalle donazioni e meno dai fondi pubblici è in difficoltà.

Quasi 700 milioni di euro alle Ong, per lo più soldi pubblici

In febbraio un nuovo scandalo: un’inchiesta del Times svela come la ong Oxfam abbia coperto abusi commessi da suoi ex dipendenti ad Haiti. In pochi giorni 1.200 donatori ritirano il loro appoggio. Il governo britannico sospende i finanziamenti pubblici e anche la sezione italiana che si occupa di immigrati registra dei contraccolpi. Medici Senza Frontiere in via preventiva ammette di aver proceduto contro 24 casi di abusi nel 2017.

Gli effetti di questa onda non sono ancora finiti: «Solo tra due anni saremo in grado di capire i cali registrati per il 2017 e il 2018 sul 5 per mille», è il commento unanime di tutti gli addetti ai lavori.

Il prossimo governo deve eliminare dal 5 per mille le ong responsabili del traffico umanitario. Non possiamo finanziare chi ci invade.




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