Terrorista Amri gestiva anche la frontiera di Ventimiglia

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Genova – L’esistenza tra Genova e Ventimiglia di guide, pronte a trasportare oltre confine in cambio di somme di denaro clandestini e terroristi, è da mesi al centro di un’indagine riservata di Procura e polizia. Gli accertamenti condotti dalla questura di Genova in collaborazione con i colleghi di Imperia hanno portato a identificare una banda di una decina di passeur che hanno trasportato in furgoni, mezzi pesanti o auto private stranieri e profughi che non avevano titolo per passare il confine con la Francia. Fornendo loro in alcuni casi anche documenti fasulli. Tutto questo in cambio di somme di denaro che si aggirano tra i 150 e i 200 euro a persona. Per questo i pm genovesi ipotizzano l’associazione a delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina.

Un’inchiesta, tutt’ora in corso, che in questo momento deve necessariamente intrecciarsi con l’allarme terrorismo islamico.

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Nelle scorse ore dalle carte della Procura di Roma che ha scoperto la rete italiana di fiancheggiatori di Anis Amri, il terrorista di Berlino, è emerso un particolare che, alla luce dell’indagine di Genova, assume un valore investigativo decisamente importante.

Si tratta di intercettazioni in cui alcuni complici dell’uomo dell’Isis autore della strage ai mercatini di Natale in Germania, raccontano chiaramente di avere appoggi in Liguria, in particolar modo a Ventimiglia, che possono aiutare estremisti o sospettati di terrorismo a passare il confine.

E spiega i comportamenti nervosi dei gendarmi francesi alle frontiere. O ripuliamo l’Italia o saremo considerati un problema.




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