Prete feticista veste ragazzi da ‘profughi’: “L’ha detto Cristo” – FOTO

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Dopo aver allestito a Natale il presepe con un barcone di clandestini, la comunità pastorale di Sant’Apollinare ad Arcore raddoppia con la Via Crucis di Pasqua.

Una scelta criticata dal segretario della Lega in Lombardia Paolo Grimoldi.

In un gesto di feticismo tipico del peggior Bergoglio, i ragazzi del gruppo missionario sono stati costretti ad entrare in chiesa vestiti da clandestini con cartelli demenziali del tipo «Scappo perché non ho scelta» e «Ho accolto un angelo senza saperlo». Forse riferendosi a qualche prete locale che la mattina si è svegliato ricordandosi di avere ‘accolto’ senza saperlo.

Un richiedente asilo che tutte le mattine accompagna i bambini a scuola con il Pedibus ha dato la sua testimonianza ed è stato letto un messaggio.

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«Migranti, richiedenti asilo, rifugiati e gli operatori della Caritas che li aiutano – è scritto nel messaggio preparato per la Via Crucis – ci ricordano quotidianamente che Cristo stesso ci chiede di accogliere i nostri fratelli e le nostre sorelle migranti e rifugiati». Lui lo sa, Cristo gli parla.

«In chiesa non si deve fare politica. Chi veste l’abito non dovrebbe fare politica» ha commentato Grimoldi in un comunicato in cui ha definito «inaccettabile» una via crucis «con gli immigrati». «Tra l’altro – ha aggiunto – un episodio non inedito nelle diocesi brianzole, pensando a quanto accaduto a gennaio nella chiesa Regina Pacis di Monza dove per la preghiera della pace era stata messa la bandiera arcobaleno sull’altare e le foto di migranti al posto delle tradizionali immagini della Via Crucis, causando la reazione giusta e comprensibile di alcuni parrocchiani che avevano deciso di andarsene boicottando la funzione».




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