Ora il Vaticano devasta i boschi di Roma, taglio selvaggio

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Nel bosco ceduo di Castel Romano il taglio di querce e frassini prosegue senza sosta. Grazie all’autorizzazione del Comune di Roma.

Nonostante le proteste di tanti cittadini e Associazioni, giovedì 15 Marzo 2018 le motoseghe di Propaganda Fide hanno cominciato a tagliare i 21 ettari di bosco a Castel Romano.

La decisione di “fare legna” nell’area che appartiene a Propaganda Fide (quindi il Vaticano attraverso la Curia di Roma), sta suscitando la reazione dei residenti.

Nonostante le rassicurazioni della Regione Lazio che, a ridosso delle elezioni, dichiarava testualmente di non aver rilasciato alcuna autorizzazione. Aggiungendo che “non sussiste alcun rischio di abbattimento”.

“I boschi delle aree protette non sono tutelati a Roma. Stanno tagliando alberi maturi, con un diametro considerevole all’interno della riserva naturale protetta di Decima Malafede, parco periurbano, adiacente ad un’area Sic, Sito di Interesse Comunitario”. Lo denuncia Rinaldo Sidoli, responsabile centro studi Movimento Animalista.

“Le conseguenze sono devastanti. Era la zona preferita di centinaia di Colombacci, di Picchi, Sparvieri, Allocchi e Ghiandaie, senza parlare delle Poiane e dei Nibbi che si preparavano a nidificare. Chiediamo alla Procura della Repubblica di Roma e ai Carabinieri Forestali di verificare eventuali reati contro la fauna selvatica”.

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Prosegue il dirigente animalista: “RomaNatura e Città Metropolitana sono responsabili di uno stupro alla natura. Invece di promuovere e sostenerne la tutela degli alberi, hanno dato il nulla osta per abbattere 21 ettari di verde”. Conclude Sidoli: “Zingaretti applichi l’art. 34 della Legge Regionale del Lazio 29/1997 e trovi i fondi per proteggere un bene comune di particolare pregio e biodiversità”.




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