Banda di profughi spacciatori incassava oltre 3.000 euro al giorno

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La banda dei profughi-pusher incassava oltre 3.000 euro al giorno

Avevano scoperto due pusher e scovato la droga nascosta un po’ ovunque, fuori e dentro al centro di accoglienza. Avevano visto decine di clienti rifornirsi a due passi dalla struttura. Sostanze, prezzi e modalità di smercio erano ormai chiare. Ma mancava ancora un tassello per completare il puzzle: capire come la droga arrivava all’interno dell’ex scuola di Martignana. E proprio per questo i carabinieri di Empoli non si sono fermati dopo i primi due arresti.

Hanno continuato a indagare. E così sono riusciti a mettere in trappola anche un terzo soggetto, che oltre a gestire un mercato da 3-4000 euro al giorno era anche il “corriere”, che si riforniva di stupefacenti nel cuore della città e li portava nella struttura di Martignana, diventata negli ultimi mesi un supermarket della droga, meta di spacciatori a caccia di dosi di eroina, cocaina, hashish e marijuana per colpa di tre richiedenti asilo (su 20 ospiti complessivi), che hanno perso (o perderanno nel giro di pochi giorni) l’accoglienza, misura revocata dalla prefettura di Firenze.

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Il primo a finire in manette, il 20 febbraio scorso, era stato un nigeriano di 24 anni, sorpreso dai militari a vendere droga davanti all’ex scuola. Poi il cane-007 Batman aveva fatto il resto, scovando 10 grammi di eroina ancora da suddividere in dosi, nascosta nei pali di sostegno di una tettoria. Ma il via-vai quotidiano continuava senza sosta. Così come i controlli, in borghese, dei militari della compagnia empolese. Che infatti avevano portato a un secondo arresto, il 20 marzo scorso. In quell’occasione a finire in manette era stato un altro nigeriano, di 42 anni, sorpreso dall’irruzione dei militari mentre stava riposando in camera, subito dopo aver ceduto due grammi di eroina a un cliente, anche in quel caso sulla strada, a due passi dal centro di accoglienza. L’unità cinofila aveva poi scovato un grammo di marijuana accanto al letto, cinque grammi di cocaina ancora da confezionare nascosta nella lavatrice e una tavoletta da 20 grammi di hashish in un terreno all’esterno.

Ma un particolare aveva insospettito i militari: l’arrestato non aveva con sé il denaro ricavato dalla cessione, avvenuta pochi minuti prima. Quindi avevano capito che c’era un altro complice che metteva insieme i soldi per comprare nuova droga e continuare l’attività. Ecco il motivo per il quale sono proseguiti pedinamenti e appostamenti, nel corso dei quali è stato individuato uno degli ospiti che ogni sera partiva da Martignana, andava in centro a Empoli dove si incontrava con il fornitore e rientrava con lo stupefacente che l’indomani veniva spacciato ai tanti clienti che continuavano ad arrivare a tutte le ore.

E si è arrivati così al blitz di lunedì sera, intorno alle 22.30. Il sospettato, un ventunenne, in sella a una bici si dirige verso via Val d’Orme. I militari della stazione di Empoli lo intercettano in via dei Cappuccini, lo inseguono e lo bloccano. Da una tasca del giubbotto, spunta un calzino con all’interno nove dosi di varie dimensioni per un totale di quasi 20 grammi di eroina. Le stesse sarebbero poi state ulteriormente frazionate per ottenere nuove dosi pronte per essere spacciate al dettaglio, una cinquantina circa. Martedì 27 marzo si è svolta la direttissima in tribunale a Firenze: il giudice ha convalidato l’arresto del nigeriano e l’ha rimesso in libertà in attesa del processo, con il divieto di dimora in provincia di Firenze.

Abbiamo importato masse di spacciatori e prostitute nigeriani camuffati da profughi. La Mafia nigeriana si è servita delle Ong per traghettarli gratis. E’ tempo di indagare sui finanziatori di questo ong, magari qualcuno vive a Lagos.




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