Profugo muore di malattia infettiva, dove sono i controlli?

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Se fosse stato visitato per tempo, forse ce l’avrebbe fatta e non avrebbe infetto altri. Invece, a differenza di quanto millantano i media di distrazione di massa, i cosiddetti profughi non vengono controllati, nemmeno quando vanno in visita nelle scuole o vengono assunti in ristoranti, così, la tubercolosi non gli ha lasciato scampo.

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Quanto è stato portato al pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli le sue condizioni erano già disperate. Tanto per dire quanto sono ‘controllati’. E diagnosticata l’infezione che aveva ormai interessato non soltanto i polmoni ma anche altri organi vitali, i sanitari del reparto di Malattie infettive, pur avendo tentato tutte le strade per salvarlo, nulla hanno potuto. E ieri – martedì 27 marzo – il richiedente nigeriano di 37 anni è morto.

La sepsi tubercolare che lo aveva colpito aveva avviato un processo morboso diventato sistemico.

Quando la tubercolosi miliare avanza, infatti, coinvolge principalmente i polmoni, il fegato, la milza e i reni, ma lo si osserva anche nel pericardio, il peritoneo, nella laringe, nei bronchi, negli occhi, nello stomaco e nell’apparato genitourinario. Ma gli accurati controlli predisposti dal governo uscente non avevano individuato nulla.

Nonostante il 37enne fosse ospite di un centro di accoglienza della provincia di Campobasso.




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